Mentre in Adriatico si conclude il fermo pesca per strascico e volanti, all’orizzonte si avvicina il turno del compartimento marittimo di Gaeta, che interesserà l’intero mese di ottobre 2025, coinvolgendo l’area da Minturno a Latina fino alle isole Ponziane.
Nel Golfo di Gaeta saranno circa 27 le imbarcazioni costrette allo stop, con oltre 54 capifamiglia imbarcati che vedranno fermarsi le loro attività per il riposo biologico e la riproduzione delle specie ittiche.
L’appello di Copagri e UNCI
Il presidente di Copagri Frosinone-Latina, Fabrizio Neglia, e il coordinatore per il sud pontino di Copagri e UNCI Agroalimentare, Erminio Di Nora, hanno espresso forte preoccupazione:
«Da anni i pescatori attendono troppo a lungo la liquidazione degli indennizzi del fermo pesca. È necessario ridurre drasticamente i tempi, perché il settore è già in crisi per l’aumento delle temperature, le difficoltà economiche e i rapporti precari all’interno del comparto».
Secondo le associazioni, senza ristori immediati il comparto rischia di subire un colpo durissimo, aggravando la già complessa condizione del settore ittico.
La piccola pesca e le acque interne
Nella nota inviata alla Regione Lazio, Neglia e Di Nora hanno richiamato l’attenzione anche sulla piccola pesca, sottolineando l’assenza di misure dirette di sostegno. Il problema riguarda non solo il mare, ma anche le acque interne, come il Lago di Fondi, dove operano numerosi pescatori professionali.
«La Regione – si legge nella missiva – non può limitarsi a confrontarsi solo con le associazioni: deve ascoltare direttamente i pescatori, conoscere le caratteristiche del settore e le sue necessità concrete. La legge regionale 43/89 in passato ha sostenuto il comparto, oggi invece non accade più».
Un settore a rischio
Con il fermo pesca di ottobre ormai imminente, l’appello di Copagri e UNCI alla Regione Lazio è chiaro: servono misure rapide e concrete per evitare che un settore già fragile venga ulteriormente compromesso.


