L’assessore all’Urbanistica di Grottaferrata, Massimo Roncati, interviene con una nota ufficiale per chiarire la propria posizione in merito alle recenti polemiche sollevate dal consigliere Letta e da due movimenti civici circa una presunta incompatibilità e la trasparenza sugli incarichi istituzionali e privati.
Roncati sottolinea che tutte le dichiarazioni obbligatorie per legge, relative a incarichi, redditi e cause di inconferibilità, sono regolarmente disponibili sul portale Trasparenza a suo nome. Mette a confronto questa situazione con quella del consigliere Letta, per il quale mancherebbero aggiornamenti dichiarativi per il 2023 e 2024: “Risultano solo un curriculum del 2022 e la dichiarazione dei redditi 2022. Sul 2023 e 2024: nulla. E manca del tutto la sua dichiarazione di insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità”.
Rivolgendosi direttamente a Letta, Roncati ribadisce che la questione relativa alle sue dimissioni dagli incarichi privati è già stata chiarita da tempo, con documenti accessibili agli uffici e ai colleghi consiglieri. “Un suo collega di partito ha fatto davvero l’accesso agli atti, ottenendo il fascicolo completo di un noto progetto da me svolto a Grottaferrata. E all’interno c’è il documento che prova la mia sostituzione come progettista e Direttore dei Lavori, avvenuta ben prima della mia nomina ad assessore”.
Sul tema della trasparenza e sulla richiesta di ulteriori chiarimenti, l’assessore precisa: “La mia disponibilità a mostrare qualsiasi ulteriore documento rimane intatta: alle condizioni già note. Serve un articolo di scuse e la loro ripetizione in Consiglio Comunale”.
Roncati affronta anche la questione dei movimenti civici “Comitato Fare Bene a Grottaferrata” e “Movimento Politico Libertas”, evidenziando l’assenza di volti, referenti visibili e attività note. “Pare che ultimamente sembra essere diventata una moda: una singola persona che, invece di metterci la faccia, si nasconde dietro simboli improvvisati”. Invita quindi chi solleva dubbi a esporsi con la propria identità reale e, se necessario, rivolgersi alla Procura della Repubblica in presenza di sospetti fondati.
L’assessore conclude ribadendo la propria trasparenza e il rispetto delle regole: “Ho firmato tutto ciò che la legge richiede, nei tempi e nelle modalità previste. Ho rinunciato ai miei incarichi professionali prima della nomina. Ho risposto agli uffici, ai cittadini, agli atti”. Sottolinea infine la necessità di riportare il dibattito urbanistico su un piano concreto e istituzionale, evitando personalismi e ricostruzioni fantasiose.


