Lo scenario che si sta delineando nello stabilimento Henkel di Ferentino sembra proprio non essere dei migliori. Le produzioni proseguono a singhiozzo con lunghi fermi produttivi. Mancano le provette e i prodotti per preparare i liquidi per la produzione e dalla direzione aziendale non trapela nulla su questa situazione che è il preludio della riunione che si terrà a Frosinone nella sede di Unindustria, domani.
Dopo l’incontro tra la RSU aziendale e la Direzione non è cambiato nulla ed anzi le preoccupazioni per i lavoratori impiegati nello storico stabilimento di Ferentino aumentano sempre di più. Non ci sarebbero spiragli e soluzioni all’orizzonte, a meno di colpi discena dell’ultima ora.
Si fa sempre più concreta l’ipotesi che le produzioni vengano trasferite altrove con lo stabilimento ciociaro destinato a diventare solo un centro di stoaccaggio, un deposito di smistamento dei prodotti.
Questo significherebbe, se le indiscrezioni dovessero tramutarsi in atti concreti, un esubero di almeno il 50% del personale oggi impiegato nell’azienda chimica.
Dubbi che dovrebbero essere fugati, almeno si spera, nella riunione di domani. Il sindacato ha già proclamato lo stato di agitazione e se la situazione non dovesse mutare con la conferma dell’ipotesi che circola in azienda, scioperi e manifestazioni sarebbero inevitabili.
Anche l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Calvi, sarebbe stato informato della situazione, ma al momento dalla Pisana non è arrivato nessun cenno, nessuna convocazione. Molto probabilmente la Regione sta aspettando gli esiti dell’incontro di domani prima di entrare nella vertenza, che si preannuncia complicata.
L’eventuale trasferimento delle produzioni e il riposizionamento dello stabilimento come deposito, significa ridimensionare tutto il comparto chimico farmaceutico del territorio, visto che la presenza della Henkel è storica ed ha rappresentato sempre un punto di riferimento.
Ma la situazione della Henkel non nasce in questi giorni, è frutto di un lento e progressivo declino al quale non è stato messo un freno, non sono state messe in campo delle soluzioni alternative. Le voci di trasformazione dell’azienda in un deposito aleggia a Ferentino da almeno tre anni. L’impegno di tutti, dai lavoratori al sindacato è quello di scongiurare questo scenario mettendo in campo tutte le opportunità per tenere a Ferentino le produzioni.
Per riuscirci però serve l”impegno anche delle istituzioni, della Regione e del Ministero, ma serve anche la disponibilità dell’azienda, nel predisporre un piano di rilancio ed investimenti, cha ad oggi non è nell’agenda della direzione aziendale.
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