Una conferenza stampa dai toni duri quella convocata dai consiglieri comunali di minoranza Germana Silvi, Aristide Proietti ed Evaristo Silvi sulla vicenda del progetto Housing First, finanziato con fondi PNRR per 710 mila euro e destinato all’accoglienza di persone in grave difficoltà abitativa nel comune di Cori.
“Un’iniziativa sociale condivisibile, ma gestita malissimo”, ha esordito Germana Silvi, ricostruendo i contorni di un progetto promosso dal Distretto socio-sanitario LT1, che coinvolge i Comuni di Rocca Massima, Cori, Cisterna di Latina e Aprilia, quest’ultimo in qualità di capofila.
Secondo quanto illustrato, il progetto prevedeva 500 mila euro per la realizzazione degli alloggi e 210 mila euro per i servizi di accompagnamento sociale, finalizzati al reinserimento degli ospiti attraverso assistenza psicologica, supporto al lavoro e inclusione nella comunità.
Accoglienza temporanea o residenza stabile?
Uno dei nodi principali riguarda la natura dell’intervento. Mentre il sindaco De Lillis avrebbe parlato di “accoglienza temporanea”, dalla documentazione ministeriale e dagli accordi con la Cooperativa sociale Il Quadrifoglio emergerebbe un quadro diverso: assistenza temporanea ma residenza stabile, senza un piano per la ricerca di nuove abitazioni per gli ospiti.
“Il primo passo – hanno sottolineato i consiglieri – sarebbe stato garantire la residenza, il medico di famiglia e un reale percorso di autonomia. Ma tutto questo richiedeva attenzione, coinvolgimento dell’amministrazione e della cittadinanza. Nulla di ciò è avvenuto”.
Mancato coinvolgimento e silenzi istituzionali
La minoranza denuncia l’assenza totale di condivisione politica e sociale: il progetto non sarebbe mai stato illustrato in Consiglio comunale, né discusso con i cittadini. Anzi, nel 2023, a un’interrogazione consiliare, il sindaco avrebbe risposto che l’iniziativa non sarebbe più andata avanti.
Critiche dirette anche agli assessori competenti, accusati di non aver informato né valutato l’impatto della struttura, realizzata sotto la scuola materna, scelta ritenuta particolarmente delicata sotto il profilo sociale e urbanistico.
Il nodo urbanistico e la “delibera fantasma”
Secondo i consiglieri, la struttura – immobile di proprietà comunale – avrebbe dovuto essere formalmente ceduta per almeno 20 anni, come richiesto dalle linee PNRR, attraverso una delibera di Consiglio comunale.
“Il sindaco e il Comune di Aprilia parlano di una delibera che non esiste. In Consiglio non si è mai discusso né del progetto né della cessione dell’immobile”, affermano.
Dubbi anche sulla destinazione urbanistica, sui titoli edilizi e sull’esistenza di un nuovo progetto del 2024, mai protocollato, con costi e opere differenti rispetto a quello approvato nel 2023 dalla sola Giunta.
Affidamenti e lavori: le ombre
Ulteriori perplessità riguardano la gestione dei lavori di ristrutturazione. Dai documenti emergerebbe una triangolazione anomala:
- fondi vincolati sul bilancio del Comune di Aprilia,
- RUP individuato nel Comune di Cori,
- committente dei lavori la Cooperativa sociale Il Quadrifoglio.
Un passaggio che, secondo la minoranza, sarebbe irregolare, poiché una cooperativa del Terzo Settore può gestire servizi socio-assistenziali, ma non lavori pubblici di tale entità, senza procedure di evidenza pubblica.
“Non risulta alcun bando per l’affidamento dei lavori da 500 mila euro – denunciano – né è chiaro come e quando l’immobile sia stato messo a disposizione della cooperativa”.
Esposti e attesa delle verifiche
I consiglieri di minoranza, hanno annunciato di aver già interessato magistratura penale e contabile, oltre al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sulla vicenda Housing First Cori, auspicando che venga fatta piena luce su una vicenda che definiscono “un disastro sociale, politico e amministrativo”.
“Sarà ora il NIPAF, delegato dalla Procura – concludono – a stabilire se tutto sia stato svolto nel rispetto delle norme”.


