Ospitiamo la riflessione di Eugenio Iannetta, consigliere comunale di San Vittore nel Lazio, sul prossimo appuntamento referdario che riguarderà la magistratura e la separazione delle carriere.
Ci recheremo alle urne per stabilire se il nostro ordinamento giudiziario possa essere migliorato attraverso la separazione delle carriere e un diverso meccanismo di elezione del Consiglio Superiore della Magistratura.
Viviamo, tuttavia, in una realtà profondamente contraddittoria.
Da un lato assistiamo a episodi di rilevanza penale che suscitano rabbia e indignazione collettiva, fino a evocare una sorta di giustizia sommaria — naturalmente quando i fatti riguardano altri, spesso avversari politici o culturali.
Dall’altro lato, nel silenzio generale, sono state accettate senza un reale confronto pubblico riforme strutturali come la riforma Cartabia e la riforma Nordio, anche con riferimento alla responsabilità amministrativo-contabile per danno erariale.
In tale ambito, l’attuale assetto normativo richiede la prova del dolo, con un arretramento significativo della tutela dell’interesse pubblico e una conseguente difficoltà applicativa che finisce per spostare l’accertamento dalla verifica oggettiva delle condotte alla ricostruzione dell’elemento intenzionale, quasi imponendo al giudice una valutazione dell’interiorità dell’agente più che degli effetti concreti dell’azione amministrativa.
Il risultato è una progressiva attenuazione della funzione deterrente della responsabilità e un incremento della sfiducia verso il sistema di controllo della legalità.
In questo contesto non si riesce neppure a tutelare adeguatamente l’operato della polizia giudiziaria che, sotto il coordinamento del pubblico ministero, conduce per mesi attività di accertamento, riscontro e indagine, spesso complesse e ad alto contenuto tecnico, impiegando risorse umane ed economiche sostenute dalla collettività.
Al termine di tale attività, quando il pubblico ministero ritiene di avanzare una richiesta di misura cautelare personale, cosa accade?
Accade che i soggetti indagati vengano convocati in procura, assistiti da un difensore di fiducia, nell’ambito di un interrogatorio preventivo che, nella prassi, può tradursi in una sostanziale messa in discussione dell’intero lavoro investigativo, come se si chiedesse:
«Il pubblico ministero e gli ufficiali di polizia giudiziaria ritengono che sussistano i presupposti per una restrizione della libertà personale, ma non è che tutti questi servitori dello Stato si siano sbagliati? Qual è la tua versione?»
È davvero questo il sistema che si intende “rafforzare” attraverso la separazione delle carriere?
Si andrà a votare una riforma che incide su magistrati che, separati o meno, operano già all’interno di un quadro fortemente vincolato, delineato proprio da quelle riforme legislative promosse da chi oggi invoca un cambiamento radicale.
La richiesta di separazione delle carriere proviene infatti dalla politica, ossia dallo stesso soggetto istituzionale che ha prodotto tali interventi normativi e che, nondimeno, continua a manifestare una strutturale diffidenza nei confronti della magistratura.
La medesima politica che impone ai cittadini di eleggere parlamentari e senatori senza una reale possibilità di scelta.
La composizione delle liste e l’ordine di eleggibilità sono determinati dai vertici dei partiti, non dal corpo elettorale.
Non per sorteggio.
Non sulla base del merito.
Talvolta includendo anche soggetti condannati, purché entro il limite di pena previsto dalla normativa vigente.
Perché, allora, non immaginare un sistema in cui parlamentari e senatori siano sorteggiati in proporzione ai voti ottenuti dalle forze politiche, restituendo centralità al risultato elettorale anziché alle segreterie di partito?
Sarebbe davvero meno democratico dell’attuale meccanismo?
E infine ci si interroga sull’astensionismo.
Ma come stupirsi, se ai cittadini viene chiesto di votare senza decidere, di indignarsi selettivamente e di confidare in istituzioni che la politica stessa ha progressivamente svuotato di credibilità?
Eugenio Iannetta


