In occasione della Festa del Papà, il 19 marzo, l’Associazione Culturale “Ex Alunni del Turriziani” curerà un evento sull’importanza della Paternità e sui dilemmi e le drammaticità che oggi la riguardano più da vicino.
Gli interventi previsti
L’evento si terrà alle ore 17, presso l’Aula Magna “Dante Schietroma” del Liceo Classico “Norberto Turriziani”, a Frosinone.
Sono previsti gli interventi del Professore Renzo Scasseddu, già insegnante di greco e latino degli “ex alunni” associati, e del Dott. Vincenzo Brusca, poeta.
Il docente, ora in pensione, parlerà della figura paterna nella classicità, mentre il Dott. Brusca reciterà i “Versi al padre”.
A chiudere l’incontro sarà il Dott. Giancarlo Pizzutelli, Presidente dell’Associazione Culturale, con un intervento sulla figura paterna nell’attualità.
Sarà un vero viaggio nel tempo, dal V sec. a.C. ai nostri giorni, con al centro del dibattito la figura del padre; dell’uomo che dona la vita.

Le parole del Dott. Pizzutelli
Abbiamo sentito il Dott. Pizzutelli per avere qualche anticipazione sui temi del suo intervento:
All’interno della nostra Associazione, molti uomini sono padri. Abbiamo sentito la necessità di parlare di quanto sia degradante la condizione del padre in Italia: probabilmente la peggiore in Occidente.
È un problema culturale che va affrontato con i soli strumenti che il nostro sistema democratico ci mette a disposizione: il confronto e il dibattito civile.
Nel nostro Paese, facendo un esempio fra tutti, abbiamo solamente 10 giorni di congedo di paternità, contro i 150 giorni di congedo di maternità. E si badi che questi dieci giorni sono stati garantiti solo dopo un intervento dell’Unione Europea sulla nostra normativa, perché eravamo sotto tutti gli standard previsti.
La legislazione spagnola, ad esempio, riconosce ai padri 16 settimane di congedo retribuite al 100%, equiparandole a quelle delle madri.
In Italia c’è una disparità di trattamento evidente.
È impensabile che il nostro legislatore abbia la deliberata volontà di danneggiare la figura paterna. Deve necessariamente essere una questione di natura culturale e, attraverso la cultura, abbiamo noi il dovere di parlarne. Probabilmente occorrerà molto tempo, ma sarà il tempo necessario a sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sul tema”.







