Dopo l’incendio Re.Mat. Lazio di San Giorgio a Liri, il presidente della società, Lucio Migliorelli, rompe il silenzio, ad un mese dall’incendio e commenta l’esito degli accertamenti effettuati dall’Arpa Lazio sui terreni circostanti l’impianto. Le analisi, ufficializzate nei giorni scorsi, hanno escluso la presenza di inquinamento nei terreni interessati dall’evento.
“Ero fiducioso – dichiara Lucio Migliorelli, presidente di Re.Mat. Lazio SpA – ben sapendo che l’impianto lavorava principalmente carta e plastica provenienti dalle case dei cittadini serviti dall’impianto, dalle utenze domestiche. Non poteva essere diversamente, perché non abbiamo mai trattato rifiuti pericolosi, né sostanze chimiche o prodotti radioattivi“.
Se da una parte queste sono le risultanze delle prime analisi di Arpa Lazio, dall’altra però ci sono delle criticità ancora non risolte e che bene ha avidenziato il Comitato Civico San Giorgio prima di tutto e sulla necessità di proseguire in maniera più approdondita i controlli su acqua, aria e suolo.
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Le indagini della magistratura
La governance di Re.Mat. Lazio SpA resta ora in attesa, così come l’opinione pubblica provinciale, degli sviluppi delle indagini avviate dalla magistratura per fare piena luce sulle cause dell’incendio.
“Sono fiducioso – aggiunge Migliorelli – nell’operato degli inquirenti e dei magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e approfitto di questa circostanza per rivolgere un appello ai cittadini: chiunque avesse informazioni utili al buon esito delle indagini riferisca subito ai carabinieri o alla magistratura”.
La preoccupazione per i lavoratori
Con i primi accertamenti ambientali che hanno fornito risultati rassicuranti sui terreni, resta aperto il problema occupazionale legato al futuro dei dipendenti di Re.Mat. Lazio.
“Per loro l’impianto era la prospettiva di lavoro su cui costruire il proprio futuro. Abbiamo subito avviato le procedure per chiedere in loro favore gli ammortizzatori grazie ai quali potergli garantire di superare questa fase di difficoltà, con l’auspicio di poter individuare una soluzione per la loro immediata ricollocazione lavorativa”.
L’attenzione rimane alta anche tra i residenti nelle vicinanze dell’impianto. Nonostante i primi risultati degli accertamenti Arpa, l’incendio ha avuto un forte impatto emotivo e sociale sulla comunità, alimentando preoccupazioni per le possibili conseguenze ambientali dell’evento.
“Ora mettere in sicurezza l’impianto”
Per Migliorelli, la priorità è procedere rapidamente alla messa in sicurezza dell’area interessata dall’incendio e avviare le attività previste per la bonifica.
“Il mio auspicio è che in tempi brevi si proceda alla messa in sicurezza dell’impianto e dell’area interessata dall’incendio, che saranno sottoposti a una complessa attività di bonifica già formalizzata, nelle linee guida generali, negli atti inviati alle autorità competenti. Bisogna ritornare al più presto alla normalità, superando questi momenti difficili per tutti“.
Migliorelli: “Sono rimasto in silenzio per evitare tensioni”
Il presidente di Re.Mat. Lazio spiega infine le ragioni del silenzio mantenuto nelle settimane successive all’incendio.
“Sono rimasto finora in silenzio – conclude Migliorelli – per evitare inutili ed ulteriori tensioni, ritenendo invero che in questi frangenti il mio dovere sia continuare a collaborare alle indagini, fornire i documenti e quanto richiesto dalle autorità ambientali e ogni spiegazione utile all’accertamento dei fatti, nonché restare a disposizione dei soci per ogni valutazione“.
Migliorelli ha quindi rivolto un ringraziamento alle istituzioni e alle forze impegnate nella gestione dell’emergenza: “Ringrazio la Commissaria prefettizia del Comune di San Giorgio a Liri, gli inquirenti, i Vigili del Fuoco, la Regione Lazio e i responsabili di tutti gli enti territoriali coinvolti perché, per gestire con competenza e tempestività l’emergenza, hanno istituito una cabina di regia di altissimo livello a tutela dei cittadini coinvolti dall’evento“.
L’attenzione resta ora concentrata sui prossimi passaggi: da una parte gli sviluppi delle indagini della Procura di Cassino, dall’altra la messa in sicurezza dell’impianto e dell’area colpita dall’incendio, insieme alle prospettive occupazionali dei lavoratori. Restano i dubbi e anche le spiegazioni che il presidente della Re.Mat dovrà fornire, se effettivamente l’impianto era totalemente funzionante, compresi i sisitemi antincendio, quali sarebbero state le cause del disastro ambientale, spiegare le ragioni del principio d’incendio del 2025 e se le criticità fossero state superate, le motivazioni delle segnalazioni del sindaco di San GIorgio a Liri, Francesco Lavalle fatte l’estate scorso, poco prima, guarda caso, di essere sfiduciato dai consiglieri comunali e da una parte della maggioranza, compreso il PD.







