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Incendio Remat, Fiorini (Psi): “La Ciociaria è diventata la terra dei veleni.” E attacca Migliorelli

Di Redazione • • • Editoriali

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“Se la Campania è la Terra dei Fuochi, il Lazio è ormai, tristemente, la terra dei veleni. E in particolare lo è la Ciociaria”. È durissimo l’intervento di Lorenzo Fiorini, esponente del Psi, dopo l’incendio che ha interessato la Remat di San Giorgio a Liri e alla luce delle preoccupazioni ambientali e sanitarie sollevate sul territorio.

Per Fiorini, l’ennesimo rogo avrebbe nuovamente messo in evidenza “la fragilità del territorio, l’indifferenza della politica regionale e il cupio dissolvi, irreversibile, in corso“. Un quadro che, secondo l’esponente socialista, restituisce l’immagine di un territorio condannato a un «omertoso disinteresse» e a un «infernale oblio».

Lorenzo Fiorini

Nel suo intervento Fiorini richiama alcune delle principali emergenze ambientali della provincia di Frosinone: l’ecomostro di via Le Lame, il disastro dei Nocioni, la discarica di Roccasecca e il Sin della Valle del Sacco, aggiungendo anche il progetto della discarica di San Giovanni Incarico.

“Per dirla alla Manzoni – afferma – quella discarica non s’ha da fare. Cari onorevoli e consiglieri, quella discarica non s’ha da fare“.

«Una politica di cartone oltraggia il territorio»

La critica di Fiorini si concentra quindi sulle scelte della politica regionale in materia ambientale.

“Una politica di cartone, ridicola – sostiene – oltraggia questo territorio con iniziative assurde se non vomitevoli”.

L’esponente del Psi pone quindi una serie di interrogativi sulla situazione del Sito di Interesse Nazionale della Valle del Sacco, contestando in particolare il ragionamento secondo cui una riduzione dei valori dei metalloidi potrebbe giustificare una riperimetrazione del Sin.

“Come si fa a scambiare lucciole per lanterne? Come si può dire che è necessaria la riperimetrazione del Sin perché i valori dei metalloidi sono bassi quando ancora l’esabromocicloesano miete vittime? Che senso ha? Perché queste affermazioni?“.

Una posizione che Fiorini lega direttamente alla necessità, a suo giudizio, di non abbassare la guardia sulle condizioni ambientali e sanitarie della Valle del Sacco.

Nel mirino anche le dichiarazioni di Lucio Migliorelli

Fiorini prende poi di mira una recente dichiarazione di Lucio Migliorelli, che aveva espresso fiducia nell’operato degli inquirenti e dei magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, invitando contestualmente i cittadini che fossero in possesso di informazioni utili alle indagini a rivolgersi ai carabinieri o alla magistratura.

“Sono fiducioso nell’operato degli inquirenti e dei magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino e approfitto di questa circostanza per rivolgere un appello ai cittadini: chiunque avesse informazioni utili al buon esito delle indagini riferisca subito ai carabinieri o alla magistratura“, aveva affermato Migliorelli.

Parole sulle quali Fiorini chiede però un chiarimento.

“Cosa dovrebbero sapere i cittadini che lui non sa? La Remat era per caso un atelier nationaux di matrice comunitaria? Per sapere qualcosa dovrebbero aver visto qualcosa. E cosa dovrebbero aver visto?“.

“Perché non incontra la popolazione?”

Da qui l’invito rivolto direttamente a Migliorelli e, più in generale, alle istituzioni, ad aprire un confronto pubblico con i cittadini.

“Francamente, perché il signor Migliorelli non incontra la popolazione di San Giorgio e dintorni e spiega loro come funzionava la Remat?“.

Fiorini chiede inoltre che vengano fornite spiegazioni alla popolazione sui dati ambientali emersi dopo l’incendio e sulle sostanze rilevate.

“Perché non prova a tranquillizzare le persone sui valori alti dei furani, del Pcb e delle diossine? Perché non prova a spiegare a tutta la popolazione le migliorie e le accortezze apportate dopo il primo incendio del 2025? “.

Sono domande che, secondo l’esponente socialista, non possono essere lasciate senza risposta, soprattutto in un territorio che da anni convive con problematiche ambientali.

“La popolazione ha bisogno di risposte”

Il punto centrale dell’intervento di Fiorini è proprio la richiesta di trasparenza.

“Credo che la popolazione di San Giorgio a Liri, della Valle dei Santi, abbia bisogno di risposte“, afferma.

Per l’esponente del Psi, la ricerca della verità non richiede strumenti particolarmente sofisticati, ma semplicemente la volontà di fare chiarezza.

“Per cercare la verità non serve ricorrere al lanternino di Diogene: basta con l’ipocrisia“.

Fiorini separa quindi nettamente il ruolo della politica da quello della magistratura, chiamata ad accertare eventuali responsabilità nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio.

“Alla magistratura il compito delle indagini che noi tutti ci auguriamo serrate, stringenti e intransigenti”.

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