A una settimana dal grave incendio alla Remat di San Giorgio a Liri, il Comitato San Giorgio Prima di Tutto, guidato dall’ex sindaco Francesco Lavalle, insieme a Europa Verde Provincia di Frosinone, torna a chiedere interventi immediati alle istituzioni. Tra le principali richieste figurano la dichiarazione dello stato di emergenza ambientale, la massima trasparenza sui dati ambientali, la revoca delle autorizzazioni dell’impianto e il commissariamento della società.

“Il calo della diossina non basta”
Secondo Europa Verde, la diminuzione dei valori di diossina rilevati nell’aria rappresenta un dato positivo ma non può far abbassare il livello di attenzione.
“Il calo dei valori atmosferici – affermano – non cancella il gravissimo problema del bioaccumulo degli inquinanti nel suolo, nelle falde acquifere e nella catena alimentare. Le conseguenze per la salute pubblica restano una ferita aperta e non accetteremo che l’emergenza venga minimizzata“.
L’associazione ricorda che nei giorni successivi all’incendio alla Remat di San Giorgio a Liri, sarebbero stati registrati livelli di diossine e PCB particolarmente elevati, chiedendo che l’attenzione rimanga alta anche nella fase successiva allo spegnimento del rogo.
Le richieste alle istituzioni
Europa Verde e il Comitato hanno avanzato una serie di richieste rivolte ai sindaci del territorio e agli enti competenti:
- pubblicazione di tutti gli atti e dei rapporti tecnici elaborati da ARPA Lazio;
- attivazione di un piano straordinario di monitoraggio biologico sulla popolazione e sugli allevamenti;
- istituzione di un tavolo permanente di crisi con aggiornamenti costanti ai cittadini;
- monitoraggi continui su aria, suolo, acque e filiera agroalimentare;
- avvio di uno sportello informativo e di un percorso di sorveglianza sanitaria per i residenti.
“Serve lo stato di calamità ambientale”
Tra le richieste ritenute prioritarie figura anche la dichiarazione dello stato di calamità e di emergenza ambientale.
Secondo Europa Verde, il rogo rischia di produrre conseguenze durature non solo sul piano sanitario ma anche su quello economico, con pesanti ripercussioni sul comparto agricolo e sulle attività produttive dell’area.
Per questo viene chiesta l’attivazione di fondi straordinari e misure di sostegno economico destinate ai cittadini, agli agricoltori e alle imprese coinvolte.
La richiesta di chiusura della Remat
Il Comitato e Europa Verde chiedono inoltre la revoca delle autorizzazioni ambientali, la chiusura definitiva dell’impianto Remat, la bonifica del sito e il commissariamento straordinario della società, affinché tutte le operazioni di messa in sicurezza vengano affidate a un soggetto terzo.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la tutela della salute pubblica e dell’ambiente deve rappresentare l’unico criterio nella gestione dell’emergenza.
Lavalle: “Depositate tre istanze formali”
Il presidente del Comitato San Giorgio Prima di Tutto, Francesco Lavalle, spiega che nei giorni successivi all’incendio il Comitato ha avviato un confronto con tecnici, professionisti e cittadini per individuare le iniziative da intraprendere.
“Dal confronto sono nate tre istanze formali depositate presso le autorità competenti“, afferma l’ex sindaco.
Le richieste riguardano il rafforzamento dei controlli ambientali e sanitari, la dichiarazione dello stato di calamità e il futuro dell’impianto Remat.
Annunciata una denuncia e controlli indipendenti
Lavalle annuncia inoltre che nelle prossime ore sarà presentata una denuncia ai Carabinieri come ulteriore atto a tutela della collettività.
Parallelamente, il Comitato sta valutando la possibilità di finanziare con risorse private analisi delle acque dei pozzi e dei terreni, così da fornire ai cittadini ulteriori strumenti di verifica.
“Continueremo a lavorare – conclude Lavalle – per ottenere risposte chiare, dati trasparenti e decisioni rapide, senza alimentare allarmismi ma senza abbassare l’attenzione. La salute viene prima di tutto“








