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Albano

Inceneritore di Santa Palomba, la richiesta: “Arpa Lazio e Asl sospendano il cantiere”

Di Eugenio Siracusa • • • Editoriali

Editoriali
Il presidio a Santa Palomba

Inceneritore di Santa Palomba, la Federazione dei Castelli Romani chiede la sospensione delle attività nel cantiere e l’intervento di Arpa Lazio e Asl per verificare la presenza e la gestione di eventuali rifiuti pericolosi. La richiesta arriva dopo le segnalazioni dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore relative ad attività notturne di movimentazione di materiali che, secondo quanto riferito, comprenderebbero anche amianto.

A intervenire è Fabio Mestici, segretario della Federazione Castelli Romani, che chiede agli enti competenti di effettuare verifiche sulle condizioni di sicurezza del cantiere e sulla natura dei materiali movimentati.

Fabio Mestici

La richiesta di sospendere il cantiere

“Apprendiamo dagli organi di stampa e dalle segnalazioni dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore di attività notturne relative alla movimentazione di rifiuti pericolosi, come l’amianto”, afferma Mestici.

Secondo quanto riportato nella nota, a destare preoccupazione sarebbero anche le modalità di movimentazione dei materiali e la presenza di operai dotati di tute protettive integrali.

“Pericolosità confermata dai fatti: dalla stiva della terra in big bags alla presenza di operai con tute protettive integrali”, sostiene Mestici.

La Federazione chiede quindi che Arpa Lazio e Asl procedano agli accertamenti necessari per verificare la situazione.

“È necessaria quindi l’immediata sospensione delle attività al fine di permettere ad Arpa Lazio e all’Asl di accertare la nocività dei rifiuti pericolosi”, si legge nella nota.

La preoccupazione per lavoratori e residenti

Al centro dell’intervento c’è anche il tema della sicurezza degli operai impegnati nel cantiere e delle persone che vivono o lavorano nelle aree circostanti.

Secondo Mestici, la movimentazione dei materiali comporterebbe potenziali rischi legati alla dispersione di polveri e sostanze, con particolare riferimento alle fasi di movimentazione e stoccaggio.

“Rifiuti che, stivati in questo modo, hanno comunque un’alta volatilità sia al momento della movimentazione, sia al momento della stiva, mettendo in serio pericolo la salute degli operai dei turni diurni, non provvisti degli stessi DPI, e degli abitanti e dei lavoratori presenti nelle zone subito adiacenti al sito”, sostiene il segretario della Federazione Castelli Romani.

La richiesta è dunque quella di effettuare controlli sulla natura dei materiali e sulle condizioni di sicurezza prima della prosecuzione delle attività.

“Un ulteriore elemento di inattuabilità del progetto”

La Federazione collega inoltre la questione dei rifiuti pericolosi al dibattito più ampio sull’inceneritore di Santa Palomba.

“Anche per questo motivo è necessario esserci e aderire all’Assemblea Pubblica in programma ad Albano, oggi 26 settembre alle ore 16 in Piazza Mazzini”, conclude Mestici.

L’assemblea rappresenta, secondo i promotori, un ulteriore momento di confronto sul progetto dell’inceneritore e sulle questioni ambientali e sanitarie legate al territorio dei Castelli Romani.

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