Si è svolta sabato pomeriggio a Pomezia, in un’assemblea patrocinata dal Comune e affollata da centinaia di persone, la presentazione delle osservazioni dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore di Roma che hanno chiesto la bonifica del sito.
Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dell’Unione hanno illustrato le presunte carenze, contraddizioni e rischi ambientali legati al progetto, definendo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) come una “farsa” e parlando di un “crimine ambientale” a danno del territorio.
Uno dei punti più contestati riguarda la turbina prevista nel progetto, che secondo i comitati “non esiste con le caratteristiche dichiarate”. “Vendere qualcosa che non esiste — hanno affermato — si chiamerebbe truffa”.
Conflitto di interessi e ricorso all’Europa
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre sottolineato quello che i comitati definiscono un “corto circuito istituzionale”, poiché il sindaco di Roma Roberto Gualtieri è al tempo stesso proponente e autorità competente del progetto.
“Un evidente conflitto di interessi che viola il diritto amministrativo”, hanno dichiarato, annunciando la volontà di riportare la questione all’attenzione della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, che — secondo i comitati — “attende ancora una risposta ufficiale da parte del sindaco”.
La nuova mobilitazione: “Bonifica prima di tutto”
L’Unione dei Comitati ha annunciato una nuova fase di mobilitazione, che prenderà il via con un sit-in presso il sito dell’impianto e culminerà nel corteo del 22 novembre ad Albano Laziale (ore 15:00).
L’iniziativa, intitolata “Bonifica prima di tutto”, punta a denunciare la presunta contaminazione del terreno da idrocarburi pesanti, riscontrata — affermano i comitati — “in nove punti di indagine, secondo dati Acea”.
Secondo gli organizzatori, “nonostante le evidenze di contaminazione, non sono state attivate le procedure obbligatorie di bonifica previste per legge”, e l’Arpa Lazio avrebbe “espresso parere favorevole contando sulla futura autorizzazione”.
Le richieste e le accuse
I comitati chiedono l’intervento della Procura per verificare la regolarità dei lavori in corso e la sospensione della VIA “per accertare causa, profondità ed estensione della contaminazione”.
“Si continua a scavare — sostengono — mettendo a rischio la salute dei lavoratori e alterando i risultati delle analisi”.
Riferendosi alla proroga concessa fino al 14 novembre per la presentazione dei riscontri documentali, l’Unione dei Comitati ha parlato di “un segno delle difficoltà incontrate dal proponente” e ribadito: “Se la turbina delle meraviglie non esiste, la contaminazione invece è reale. La bonifica deve venire prima di tutto”.


