L’inquinamento ad Aprilia torna al centro del dibattito pubblico dopo l’allarme lanciato dall’associazione Aprilia Libera sulle elevate concentrazioni di PM10 e sulla presenza di impianti di trattamento dei rifiuti, ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute dei cittadini.
Il comunicato prende le mosse da un fatto drammatico: la scomparsa di Natalino Mantovani, padre della presidente dell’associazione Katia Mantovani, colpito da un linfoma di Hodgkin nella zona di Campoverde-Sacida. Un caso che, secondo l’associazione, non può essere archiviato come episodio isolato.
PM10 e salute: dati oltre le soglie OMS
Secondo quanto riportato, i livelli medi annui di PM10 registrati ad Aprilia negli ultimi anni superano costantemente i limiti indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel dettaglio, la media annuale è stata pari a:
- 23 µg/m³ nel 2019
- 22 µg/m³ nel 2020
- 23 µg/m³ nel 2021 e 2022
- 22 µg/m³ nel 2023
- 23 µg/m³ nel 2024
Valori superiori ai 20 µg/m³ indicati dall’OMS come soglia di sicurezza per l’esposizione prolungata. L’associazione sottolinea inoltre come nel 2025 i dati della centralina di Aprilia – l’unica attiva sul territorio – non siano stati disponibili per circa 20 giorni, anche in concomitanza con sforamenti registrati in altre stazioni regionali.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato l’inquinamento atmosferico, e in particolare il particolato fine, tra le sostanze cancerogene di Gruppo 1, ovvero certamente cancerogene per l’uomo.
Rifiuti e rischio biologico
Nel mirino anche la gestione dei rifiuti urbani. Aprilia Libera evidenzia i rischi biologici connessi agli impianti di trattamento RSU, dove possono essere presenti virus, batteri, funghi, roditori e insetti. L’esposizione a questi agenti, spiegano, può causare disturbi respiratori, allergie, infiammazioni cutanee e gastrointestinali.
Viene inoltre richiamato il caso della Terra dei Fuochi, dove studi dell’Istituto Superiore di Sanità hanno confermato una correlazione tra gestione illecita dei rifiuti e l’aumento di tumori, leucemie e malformazioni congenite nelle popolazioni residenti in prossimità dei siti contaminati.
L’appello: “Basta rifiuti ad Aprilia”
L’associazione chiede di rompere quello che definisce un “silenzio omertoso” e invita cittadini e istituzioni a prendere atto della gravità della situazione. L’obiettivo dichiarato è fermare l’aumento degli impianti di rifiuti e avviare un serio percorso di tutela ambientale e sanitaria.
Per questo Aprilia Libera ha organizzato una tavola rotonda pubblica sul tema dei rifiuti e dell’inquinamento, in programma lunedì 15 dicembre alle ore 18 presso la Sala del Comitato Quartiere Primo.
“Basta rifiuti ad Aprilia” è lo slogan con cui l’associazione rilancia la mobilitazione, chiedendo controlli, trasparenza e un cambio di rotta nelle politiche ambientali a tutela della salute dei cittadini.


