Scoppia la polemica politica a Frosinone sul progetto del nuovo Centro per l’Impiego finanziato con fondi PNRR. I consiglieri comunali Domenico Marzi, Anselmo Pizzutelli, Carlo Gagliardi, Norberto Venturi, Fabrizio Cristofari e Alessandra Mandarelli, hanno presentato un’interpellanza durissima al Sindaco Riccardo Mastrangeli, che solleva interrogativi pesanti su costi, trasparenza, scelte amministrative e possibili sprechi di denaro pubblico.
Nel mirino c’è l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile di via Gioacchino Rossini, per una spesa complessiva di 2.401.881,23 euro, formalizzata con la delibera di Giunta n. 398 del 2 dicembre 2025. Una cifra che, secondo l’opposizione, stride clamorosamente con un dato: lo stesso edificio sarebbe stato acquistato dalla società privata Athena S.r.l. nel gennaio 2025 per soli 340mila euro.
“Sette volte tanto in pochi mesi: perché?”
È questa la domanda che aleggia nell’interpellanza. I consiglieri chiedono conto all’amministrazione di un incremento di valore che appare sproporzionato, soprattutto considerando che l’immobile risale agli anni Cinquanta-Sessanta e presenterebbe, secondo i firmatari, criticità strutturali rilevanti rispetto alle normative antisismiche attuali.
«Esiste un computo metrico dettagliato? – chiedono – Sono previsti interventi di adeguamento sismico reali e completi o si tratta di semplici opere di maquillage?». Dubbi che, se confermati, renderebbero ancora più difficile giustificare una spesa multimilionaria.
Da chiarire anche un altro aspetto. L’immobile fu acquistato, sembrerebbe, poco dopo che la regione pubblicò il bando che destinava risorse del PNRR per la riqualificazione e ristrutturazione di immobili da destinare ad uffici pubblici. Una coincidenza, sicuramente, ma che contribuisce ad aumentare gli interrogativi.
Immobili comunali abbandonati, ma si compra dal privato
Altro punto che fa infuriare l’opposizione riguarda la presunta assenza di immobili comunali idonei. Secondo l’amministrazione, non esisterebbero spazi pubblici adatti a ospitare il Centro per l’Impiego.
Ma i consiglieri smontano questa versione: il Comune possiederebbe i locali sovrastanti Piazza VI Dicembre, già utilizzati in passato come uffici comunali e oggi lasciati al degrado, con infiltrazioni e danni dovuti alla mancata manutenzione.
«Perché non si è scelto di investire sul patrimonio pubblico? – chiedono – È stata fatta una comparazione seria tra il recupero di immobili comunali e l’acquisto da privati? O si è preferita una scorciatoia molto più costosa?».
L’ombra del danno erariale
Nell’interpellanza si parla apertamente di rischio di danno erariale. I consiglieri chiedono se l’amministrazione sia disposta a sospendere l’iter in autotutela per valutare soluzioni alternative meno onerose per le casse comunali.
Una richiesta che suona come un’accusa politica precisa: quella di aver scelto la strada più costosa senza dimostrare che fosse anche la migliore.
PNRR: occasione o pretesto?
Il caso solleva un interrogativo più ampio sull’utilizzo dei fondi PNRR. Risorse che dovrebbero essere impiegate con criteri di massima efficienza, trasparenza e utilità sociale.
Qui, invece, secondo l’opposizione, si rischia di trasformare un’occasione storica per il rilancio dei servizi pubblici in un’operazione opaca, con benefici non chiari e costi certi per i cittadini.
La richiesta: chiarimenti pubblici in Consiglio
I consiglieri hanno chiesto che l’interpellanza venga discussa pubblicamente in Consiglio comunale. Vogliono risposte chiare, numeri alla mano, non comunicati rassicuranti.
Perché la questione non è solo tecnica, ma profondamente politica: chi decide come spendere milioni di euro pubblici, deve rispondere delle proprie scelte.
E su questa vicenda, a Frosinone, le domande superano di gran lunga le risposte.
La richiesta di risposta in aula
I consiglieri firmatari hanno per questi motivi, chiesto che l’interpellanza venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, con risposta pubblica in aula, affinché tutta la città possa conoscere nel dettaglio motivazioni, scelte e valutazioni tecniche che hanno portato a questa operazione.
Una vicenda che si preannuncia destinata ad alimentare il confronto politico nelle prossime settimane, soprattutto per il peso economico dell’investimento e per l’utilizzo delle risorse PNRR, che dovrebbero essere improntate – come sottolineano i consiglieri – a criteri di massima trasparenza, efficacia e tutela dell’interesse pubblico.



