L’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La notizia è stata accolta con favore da Federconsumatori, che sottolinea il valore universale delle tradizioni gastronomiche del nostro Paese.
È la prima volta che la cucina di una nazione viene riconosciuta nella sua interezza, un fatto che rappresenta motivo di orgoglio e un’opportunità per rafforzare la qualità del settore agroalimentare italiano.
Nel comunicato, Federconsumatori evidenzia come tale riconoscimento vada oltre la semplice celebrazione del cibo: «La cucina italiana è molto più di un insieme di ricette: è cultura, identità, sostenibilità e condivisione, elementi che oggi più che mai devono essere difesi dalle minacce della contraffazione e delle pratiche scorrette sul mercato».

L’associazione richiama l’attenzione sull’importanza di promuovere la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti tipici italiani, considerata una priorità nella tutela dei consumatori e nella valorizzazione dei produttori locali.
Un altro punto centrale è la lotta contro l’Italian sounding, ovvero l’uso improprio di nomi e simbologie italiane sui mercati internazionali, così come il contrasto di ogni forma di contraffazione agroalimentare: questi fenomeni danneggiano sia i consumatori sia i produttori autentici.
Federconsumatori sottolinea anche il bisogno di una maggiore educazione alla qualità e a una sana alimentazione, proponendo di valorizzare le tradizioni, la sostenibilità sociale e ambientale, e il legame con il territorio. Si chiede così uno sforzo collettivo da parte di istituzioni, imprese e cittadini nella salvaguardia dell’autenticità gastronomica italiana.

Grande soddisfazione da parte di tutte le associazioni italiane e anche dal Governo. Particolare il commento di Aldo Mattia, parlamentare di FDI e già direttore della Coldiretti in varie regioni d’Italia.
“In 50 anni di attività, prima alla Coldiretti e, poi, come responsabile del dipartimento Agricoltura di Fratelli d’Italia – dichiara Aldo Mattia – non ho mai visto un governo investire così tanto nel settore primario. La difesa del Made in Italy agroalimentare è uno dei temi più strategici dell’agenda di governo.”
“L’agricoltura rappresentava un settore pressoché dimenticato e siamo riusciti a riportarla al centro dei dibattiti nazionali e internazionali. La campagna di Fratelli d’Italia “Coltiviamo l’Italia” ha riscontrato un grande successo: un occasione di incontro e di crescita per migliaia di coltivatori e agricoltori in tutto il territorio nazionale. Lo straordinario riconoscimento della cucina italiana a Patrimonio culturale e immateriale dell’umanità è solo l’ultimo dei tanti risultati ottenuti.” Prosegue Mattia.
“Altri risultati importanti a difesa dei nostri produttori, sono stati i progetti di filiera; la gestione delle emergenze; il divieto di introdurre in Italia le carni sintetiche; gli investimenti per favorire e sostenere gli insediamenti agricoli con giovani e donne come titolari d’azienda; lo sviluppo dell’agri-voltaico di ultima generazione che consente di produrre energie senza rinunciare alle coltivazioni e all’allevamento. Tutti fatti concreti come la legge nr. 101 del 2024. E, in particolare, il sostegno alla sovranità alimentare.” Aggiunge il parlamentare di FDI.
“L’Italia è un paese di santi, poeti e navigatori ma anche di artisti della cucina e non cuochi perché la cucina italiana è arte e cultura. La cucina italiana è una vera opera d’arte. Ogni singolo paese e centro urbano ha il suo modo di preparare piatti unici che sono espressione d’arti di qualità, di storia e di cultura. Una cartolina dell’Italia, che spediamo nel mondo. E la sovranità alimentare è la somma algebrica di coltivatori e agricoltori veri e moderni che puntano sul passato di una grande tradizione e hanno lo sguardo proiettato verso un futuro al passo con i tempi ” Ha concluso Mattia.
Il riconoscimento UNESCO rappresenta dunque una tappa storica ma anche una responsabilità: garantire che autenticità, qualità e responsabilità rimangano priorità nelle scelte produttive e nei consumi, mantenendo viva una cultura che è simbolo dell’Italia nel mondo.


