La commissione Bilancio ha approvato la delibera n.158 del 19 novembre 2025, che respinge il rendiconto 2024 di ABC e ne richiede la rimodulazione entro sette giorni per consentirne l’approdo in Consiglio comunale. Daniela Fiore, consigliera del Gruppo Misto, si è astenuta sulla proposta e mette in luce la gravità della situazione tra amministrazione e azienda.
«La delibera approvata oggi in commissione Bilancio, che respinge il rendiconto 2024 di ABC e chiede all’azienda di rimodularlo entro sette giorni per l’approdo in Consiglio, conferma un dato noto ormai da mesi: le posizioni della maggioranza e quelle di ABC sono inconciliabili», dichiara Fiore, ricordando il proprio voto di astensione.
Fiore spiega che il Comune «si aspettava che ABC recepisse la modifica dell’articolo 8 del contratto di servizio, approvata in aula ad agosto con un taglio di circa mezzo milione di euro del corrispettivo annuo.
Ma il bilancio presentato dall’azienda resta fermo sulle posizioni precedenti. Il risultato è che la delibera di oggi, di fatto, fotografa una spaccatura che sembra ormai insanabile, nonostante il nuovo progetto industriale approvato il 28 ottobre scorso».
«Nessuno arretra: il Comune ha imposto una modifica unilaterale e retroattiva, segnalando chiaramente la volontà politica di andare in una direzione; ABC non ha recepito finora quel cambio di passo. In questo quadro – aggiunge Fiore – non nutro previsioni rosee sulla prosecuzione della vita dell’azienda né sull’attuazione del piano industriale così come prospettato».
Durante la seduta, Fiore ha sottolineato la qualità della relazione presentata dall’assessora Nasti, che «è stata lucida e, insieme alla delibera, documenta criticità oggettive del passato recente. Il fatto che l’azienda sarebbe andata in perdita senza l’applicazione dei canali agevolati avrebbe dovuto far scattare da tempo un campanello d’allarme».
Fiore conclude: «È evidente che la situazione richiede scelte chiare e definitive, perché il continuo braccio di ferro tra Comune e azienda non fa bene né al servizio né ai cittadini».


