Un viaggio tra storia antica, identità e migrazione attraverso il linguaggio del teatro. Sabato 11 luglio, alle ore 19, il Museo Civico di Rieti – sezione archeologica, in via Sant’Anna 4, ospiterà “La Sacra Primavera Nostra”, la commedia-racconto scritta e diretta da Natalia Magni, proposta nell’ambito delle iniziative del SIMBAS. L’ingresso è gratuito.
Lo spettacolo è realizzato dall’Associazione culturale Teatro Dieghesis e vede sul palco Lorenzo Bancale, Teresa Campus, Emma Casini, Carlo Di Chiara e Luca Molinari. L’aiuto regia è affidato a Claudia Vegliante, mentre scenografie e costumi sono firmati da Giuseppe Bellini.
Un racconto tra Ver Sacrum e attualità
Al centro della narrazione c’è il Ver Sacrum, la “primavera sacra”, antico rito delle popolazioni italiche che prevedeva la migrazione di gruppi di giovani verso nuove terre per fondare nuove comunità.
Da questa tradizione prende forma una riflessione sui temi della contemporaneità, dal fenomeno delle migrazioni al rapporto con le proprie radici, fino al senso di appartenenza e alla ricerca della propria identità. Lo spettacolo intreccia passato e presente, trasformando un antico rito in una metafora delle sfide che caratterizzano la società di oggi.
Un evento nel percorso verso L’Aquila 2026
L’iniziativa rientra nel programma di valorizzazione culturale del territorio legato al progetto “L’Aquila 2026, una grande avventura per Rieti”, con l’obiettivo di promuovere la storia e il patrimonio del territorio attraverso linguaggi artistici capaci di coinvolgere il pubblico.
“La Sacra Primavera Nostra” si presenta come un racconto corale di crescita, memoria e identità, che invita a riflettere sull’importanza di costruire il proprio futuro senza perdere il legame con le proprie origini.
Il fascino del Museo Archeologico
A rendere ancora più suggestiva la rappresentazione sarà la location scelta per l’evento. La sezione archeologica del Museo Civico di Rieti, ospitata al piano terra dell’ex monastero di Santa Lucia, custodisce importanti testimonianze delle antiche popolazioni italiche e si sviluppa attorno a uno splendido chiostro porticato con giardino interno.
Proprio in questo contesto, circondato dai reperti archeologici che raccontano la storia del territorio, il pubblico potrà assistere a uno spettacolo che farà dialogare il teatro con la memoria delle civiltà che hanno abitato queste terre, creando un legame diretto tra il patrimonio storico e la narrazione scenica.




