Nessuna ripresa per i Laghi dei Castelli Romani, ma l’ennesimo record negativo. A smentire le recenti dichiarazioni di enti e associazioni che parlano di un miglioramento della situazione sono le realtà del Coordinamento Ambientalista che da oltre 40 anni monitorano scientificamente lo stato dei bacini lacustri del territorio.
Nel mirino, in particolare, le condizioni del Lago Albano e del Lago di Nemi, simboli ambientali dei Castelli Romani e oggi al centro di una crisi idrica strutturale.

“Non esiste alcuna ripresa”
“I dati raccolti e verificati dimostrano che i laghi continuano ad abbassarsi mediamente di circa 30 centimetri ogni anno, con una perdita di milioni di metri cubi d’acqua su base annuale”, dichiarano dal Coordinamento Ambientalista.
Secondo il comitato tecnico-scientifico, quello che viene presentato come “ripresa” sarebbe semplicemente il normale andamento stagionale legato alle piogge invernali. Nessuna inversione di tendenza strutturale, dunque.
Anzi: rispetto allo stesso mese del 2024, i livelli risultano più bassi di ulteriori 30 centimetri. Nel 2025 è stata superata per la prima volta la soglia di –7,5 metri rispetto ai livelli storici di riferimento. Ogni anno, sottolineano gli ambientalisti, viene registrato un nuovo record negativo.
Le conseguenze ambientali
Gli effetti della crisi dei Laghi dei Castelli Romani sono già evidenti:
- progressiva scomparsa di specie ripariali e lacustri;
- alterazione degli habitat naturali;
- arretramento delle linee di costa;
- compromissione irreversibile dell’equilibrio ecosistemico.
Un quadro definito “gravissimo”, che rischia di aggravarsi ulteriormente in assenza di interventi strutturali.
Le richieste al Parco e alle istituzioni
Il Coordinamento ha formalmente richiesto una riunione urgente al Parco Regionale dei Castelli Romani e alle istituzioni competenti per discutere alcune criticità ritenute centrali:
- l’impatto sui consumi idrici legato al progetto di inceneritore;
- le nuove cementificazioni previste da diversi Comuni del territorio;
- il raddoppio dell’acquedotto Sforza Cesarini, con prelievi diretti dal Lago Albano.
Insieme all’Unione dei Comitati contro l’inceneritore è stato inoltre organizzato un sit-in sotto la sede dell’Autorità di Bacino, che – denunciano – non avrebbe fornito risposte né concesso un incontro nonostante le ripetute richieste di confronto su una crisi idrica che coinvolge l’intero territorio.
“Basta notizie rassicuranti e infondate”
“Continuare a diffondere notizie rassicuranti e prive di fondamento significa ingannare i cittadini e ritardare interventi non più rinviabili”, affermano gli ambientalisti.
Il tema dei Laghi dei Castelli Romani, sottolineano, non può essere strumentalizzato politicamente. Per questo il Coordinamento annuncia azioni legali contro chiunque diffonda informazioni ritenute false o fuorvianti sulla reale situazione dei bacini lacustri.
La richiesta è chiara: trasparenza, dati pubblici aggiornati, un piano straordinario di riduzione dei prelievi e una revisione complessiva delle politiche di consumo del suolo e dell’acqua.
“I laghi non si stanno riprendendo. Si stanno abbassando. E il tempo per intervenire si sta esaurendo.” E’ il grido di allarme del Comitato Ambientalista.






