Una nuova manifestazione per chiedere il blocco dei lavori nell’area della Fiocina e denunciare quella che viene definita una progressiva “turistificazione” del Lago di Nemi. L’appuntamento è fissato per mercoledì 29 luglio alle ore 18.30 davanti al Museo delle Navi, dove il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani promuove un presidio pubblico per chiedere il sequestro del cantiere e il ripristino delle aree interessate dagli interventi.
Le richieste del Comitato
Nel comunicato diffuso in vista dell’iniziativa, il Comitato sostiene che il lago stia subendo trasformazioni incompatibili con il valore naturalistico dell’area.
Tra le richieste avanzate figurano il blocco dei lavori in corso, il ripristino dei luoghi interessati dagli interventi e una maggiore tutela ambientale del bacino lacustre, considerato uno degli ecosistemi più delicati dei Castelli Romani.
Secondo gli organizzatori, il progetto denominato “Parco Urbano della Conca del Lago”, promosso dall’Amministrazione comunale, rischierebbe di incrementare la pressione turistica sull’area anziché preservarne le caratteristiche naturalistiche.

“Il lago continua a perdere acqua”
Il Comitato richiama anche i dati relativi al livello delle acque, affermando che negli ultimi quattro mesi il Lago di Nemi avrebbe registrato un abbassamento di 43 centimetri, mentre il vicino Lago Albano avrebbe perso 34 centimetri.
Secondo gli organizzatori, si tratta di una situazione che dovrebbe spingere le istituzioni a concentrare gli investimenti sulla tutela ambientale piuttosto che su nuovi interventi destinati alla fruizione turistica.
Nel mirino il cantiere della Fiocina
Particolare attenzione viene rivolta al cantiere attivo nell’area della Fiocina, dove, secondo il Comitato, sarebbero in corso opere per la realizzazione di una palestra all’aperto finanziata con oltre un milione di euro di fondi pubblici.
Gli ambientalisti riferiscono di aver chiesto già nei mesi scorsi la documentazione progettuale e un confronto con l’Amministrazione comunale, senza però ottenere, a loro dire, risposte.
Nella nota viene inoltre spiegato che nei giorni scorsi una delegazione ha incontrato rappresentanti dell’Ente Parco dei Castelli Romani, dai quali avrebbe appreso che il cantiere è oggetto di accertamenti, pur senza che siano stati disposti, al momento, provvedimenti di sospensione dei lavori.
L’appello alla mobilitazione
Con la manifestazione del 29 luglio il Comitato intende riportare l’attenzione sulla tutela del Lago di Nemi e chiedere un intervento delle istituzioni competenti.
«Come nel vittorioso gennaio 2024, difendiamo il lago dalla turistificazione», è l’appello lanciato dagli organizzatori, che invitano cittadini e associazioni a partecipare al presidio.







