Comunque sia andata, la decisione dell’associazione Fungo Porcino di spostare la tradizionale festa nell’area dell’ex aviosuperficie nel comune di Velletri, ai pratoni del Vivaro, è stata vissuta come un affronto da parte dell’amministrazione comunale di Lariano, ma sentendo anche alcuni cittadini che di questa festa ne hanno fatto parte, anche una liberazione.
Senza pensarci sopra due volte, l’amministrazione comunale per voce del sindaco Francesco Montecuollo ha deciso di organizzare la Festa del Fungo Porcino a Lariano, dove è nata e dove si è sviluppata.
Ma cosa ha portato l’amministrazione comunale a prendere una decisione così netta? Il ripensamento dell’Associazione fungo porcino che, dopo la clamorosa rottura, i post social e l’annuncio ai quattro venti dello spostamento della festa ai Pratoni del Vivaro, era ritornata dal sindaco di Lariano, chiedendo all’amministrazione comunale di riprendere le fila del discorso interrottosi bruscamente.
Il sindaco Montecuollo e la maggioranza sono stati fermi nel ribadire che a “Lariano la festa del fungo porcino è nata e a Lariano resterà” Ha detto a laspunta.it, Francesco Montecuollo. “In questi anni l’associazione ha mandato un messaggio chiaro alla comunità larianese, che la priorità non era più Lariano, ma altro. Io rappresento questa città, ne sono il Sindaco e debbo rappresentare il sentire dei miei concittadini. Per questo motivo abbiamo deciso che l’amministrazione comunale riprenderà in mano questa festa coinvogendo la città” Per Montecuollo quanto accaduto nelle settimane scorse, nella modalità “E’ inaccettabile“.
Un dietro front da parte dell’associazione che pensava di poter riprendere il discorso con il comune come se nulla fosse accaduto, ma non avendo fatto i conti con l’amministrazione.
A ribadire questo concetto, dopo l’icontro tra il Sindaco e l’associazione, è proprio la nota che Montecuollo ha affidato ai social “Settembre sarà ancora il mese del Fungo Porcino. Sarà ancora il mese di Lariano e dei suoi sapori.” Ha detto Montecuollo.
“La nostra comunità ha costruito negli anni una storia fatta di tradizioni, lavoro, sacrifici e accoglienza. Una storia che appartiene a tutti i Larianesi e che deve continuare a vivere nel cuore della nostra città.” Ha sottolineato il primo cittadino larianese, che poi ha evidenziato il passaggio sul ripensamento dell’associazione.
“Negli ultimi mesi qualcuno ha pensato di poter allontanare questa Festa da Lariano, salvo poi comprendere, in poco tempo, che il successo costruito negli anni nasce proprio qui, grazie alla nostra comunità, ai nostri cittadini, ai nostri commercianti e alla capacità di accoglienza che Lariano ha sempre saputo offrire.” Ha aggiunto Montecuollo che non risparmia critiche all’associazione e al presidente Bruno Abbafati.
“Ma Lariano e i larianesi non sono un qualcosa da usare quando conviene e da lasciare quando non serve più! La Festa del Fungo Porcino è diventata grande perché Lariano l’ha resa grande, con il lavoro e la passione di tantissime persone.” Ha affermanto Montecuollo annunciando la festa e il suo ritorno agli origini.
“Per questo abbiamo deciso di metterci al lavoro affinché la Festa torni a coinvolgere i ristoratori, i commercianti, e tutte le realtà locali che rappresentano l’anima del nostro paese.” Aggiungendo
“Vogliamo una festa che riporti finalmente Lariano al centro, che valorizzi le nostre attività, che crei opportunità per il commercio locale e che dia spazio alla partecipazione di tutti coloro che ogni giorno contribuiscono alla vita della comunità.”
“La Festa del Fungo Porcino tornerà ad essere la festa di Lariano e dei Larianesi. E resterà nel luogo dove è nata e cresciuta grazie all’impegno e alla passione di intere generazioni.” Ha detto il sindaco Montecuollo che proprio non ci sta che una festa che è nata dall’impegno della città, in questi anni sembra essersi trasformata in qualcosa di diverso, snaturandosi.
“Questa è anche l’eredità che vogliamo lasciare per il futuro: una Festa che appartenga alla città, a tutti i Larianesi e alla comunità, affinché nessuno possa più pensare di trasformare una tradizione in qualcosa di lontano dagli interessi del territorio.” Ha concluso il primo cittadino.
Di certo tornare alle origini significa ricoinvolgere i ristoratori, che l’associazione negli anni ha messo da parte, coinvolgere i commercianti e il centro cittadino, che invece in questi anni non hanno avuto nessuna ricaduta dalla Festa del Fungo Porcino, fare azioni a favore della comunità, come l’associazione faceva all’inzio.
Ha prevalso la proverbiale “tigna arianesca” nel volersi misurare in questa nuova sfida, visto che oggi la festa del fungo porcino per come è concepita, potrebbe essere fatta in qualsiasi parte, avendola spersonalizzata dalle proprie radici.





