Il movimento Fare Latina, con il coordinatore provinciale Roberto Stabellini e il coordinatore comunale Luca Bagnato, ha espresso soddisfazione per la scelta di Latina come Comune capofila della Rete nazionale delle Città di Fondazione – Città del Novecento, nata ufficialmente pochi giorni fa ad Alghero con la firma del protocollo che riunisce undici Comuni italiani accomunati dalla storia delle città di fondazione e dalla presenza di un importante patrimonio razionalista.

Gli obiettivi della Rete
Secondo Fare Latina, il capoluogo pontino non è più soltanto una città da raccontare, ma un punto di riferimento nazionale per il proprio patrimonio architettonico e urbanistico. La Rete, che si sta già ampliando ad altre realtà, ha tra gli obiettivi la valorizzazione culturale e turistica, la collaborazione scientifica, la partecipazione a bandi e programmi di finanziamento, la rigenerazione e il restauro del patrimonio e il percorso verso il riconoscimento UNESCO dell’architettura razionalista.
Stabellini: “Un risultato storico per Latina”
“Quello di Alghero è un risultato che definirei storico per Latina”, afferma Stabellini, che rivendica l’orgoglio per il ruolo di capofila assegnato alla città “grazie al grande lavoro fatto in questi anni dall’assessore Muzio, un lavoro portato avanti con convinzione e che oggi comincia a produrre risultati concreti”.
Dal Masterplan al Festival dell’Architettura del Novecento
Nel comunicato il coordinatore provinciale individua nell’assessore all’urbanistica Annalisa Muzio una delle principali protagoniste di un percorso che, negli ultimi anni, ha riportato al centro dell’attenzione il patrimonio architettonico e urbanistico della città. “Finalmente Latina comincia a guardare alla propria storia con uno sguardo diverso”, prosegue Stabellini, “non più soltanto con il peso delle contrapposizioni sul Novecento, ma con la consapevolezza di avere un patrimonio unico da conoscere, studiare e valorizzare”. Una direzione che, sempre secondo Fare Latina, ha prodotto il Masterplan del centro storico, intervento che parte dalla necessità di tornare a pianificare il nucleo di fondazione e di valorizzarne la qualità architettonica e urbana, e la candidatura di Latina a Capitale italiana della Cultura 2026, con un dossier che ha portato la città tra le dieci finaliste e che conteneva già il progetto del Festival dell’Architettura del Novecento, poi diventato realtà nel 2024 con la partecipazione di architetti, storici, studiosi e università.
Bagnato: “La storia urbanistica è una risorsa, non un problema”
Sulla stessa linea il coordinatore comunale Luca Bagnato: “La storia urbanistica di Latina non è un problema da rimuovere, ma una risorsa da mettere a valore, e aver avuto il coraggio di costruire, passo dopo passo, una progettualità intorno a questa idea adesso sta ripagando”. Il Festival dell’Architettura del ‘900, ricorda il comunicato, ha aperto la strada al confronto con altre città di fondazione, fino alla costruzione di un sistema culturale integrato dell’Agro Pontino e Romano e al rapporto con realtà come Tresignana e Fertilia: un percorso di relazioni e progettualità che oggi trova nella Rete nazionale il suo sbocco naturale.
Lo sguardo al Centenario del 2032
“È importante ricordarlo”, aggiunge Bagnato, “perché altrimenti rischiamo di considerare la firma di Alghero come un episodio isolato”, anche in vista del Centenario di Latina del 2032, che dovrà mettere insieme cultura, memoria, patrimonio, università, turismo, architettura e una nuova visione della città.
Nelle conclusioni i due esponenti rivendicano l’idea di “una Latina che non ha paura di raccontare la propria storia, che non la nasconde e non la trasforma in una bandiera ideologica, ma la studia e la usa per costruire qualcosa di nuovo”. Il ruolo di capofila, sottolineano Bagnato e Stabellini, dovrà ora diventare “uno strumento capace di portare Latina fuori dai propri confini geografici”: “Abbiamo una città che merita di essere scoperta, un’architettura che merita di essere studiata e una storia che merita di essere raccontata nella sua complessità. Ora abbiamo finalmente anche gli strumenti per farlo”.





