Una scelta nata dalle macerie di Latina Ambiente
Per Damiano Coletta ex sindaco di Latina, la nascita di ABC non è stata una bandiera ideologica, ma una scialuppa di salvataggio per una città che affogava nei debiti. “Vanno chiarite le condizioni che mi hanno portato a quella scelta”, spiega con fermezza. “Nel 2016 mi sono trovato a gestire il fallimento della Latina Ambiente, una società in stato di decozione con 30 milioni di euro di debiti. Il bando per i privati era bloccato dall’ANAC per criteri illegittimi. ABC è stata la risposta necessaria per dare continuità al servizio e dignità ai lavoratori.”

L’emergenza oggi: “Città sporca e rischio sanitario”
Il cuore della denuncia dell’ex sindaco riguarda però il presente. Coletta descrive una situazione di degrado che definisce senza precedenti: “Il livello dei rifiuti per strada che vediamo oggi non c’è mai stato nella storia della città e c’è un rischio igienico-sanitario reale.” Secondo l’ex primo cittadino, questo declino è il risultato diretto dell’azione — o meglio, della non azione — della giunta Celentano: “Città sporca e TARI alle stelle, cittadini rassegnati e lavoratori sfiduciati: questa inerzia è dovuta a incompetenza e dissidi interni.”
L’affondo sui conflitti d’interesse
Il punto di rottura più grave, secondo l’ex sindaco, riguarda la trasparenza e la capacità decisionale di chi oggi governa l’azienda e il Comune. “Questa amministrazione ha una sua incapacità di decidere, perché all’interno della coalizione ci sono interessi e obiettivi diversi”, osserva Coletta, puntando poi il dito su legami ritenuti incompatibili: “C’è una situazione di conflitti di interessi che riguarda due membri dello staff e che ha riguardato anche il dottor Palmerini: era presidente del CdA di ABC e nello stesso tempo consulente di Rida Ambiente. Non si riesce a operare per il bene comune se si hanno le mani legate dai conflitti di interessi.”
Il sabotaggio del “porta a porta” e delle assunzioni
L’ex sindaco non risparmia critiche nemmeno sulla gestione economica e del personale, collegandola direttamente alla bolletta record dei latinensi. Se la TARI è alta, suggerisce Coletta, è perché si sta impedendo all’azienda di essere efficiente. “Nello statuto è scritto che gli utili vanno reinvestiti nel miglioramento dell’efficienza. Invece oggi vediamo dipendenti bloccati, vincitori di concorso che hanno già fatto le visite mediche ma non vengono assunti.“
Secondo Coletta, questa paralisi sarebbe una strategia deliberata: “Hanno creato sfiducia nei lavoratori e nei cittadini. Stanno riportando la gente in piazza a protestare come è successo con i servizi sociali. Oltre al danno economico, c’è un danno profondo al senso di comunità. Per di più l’inerzia di questa amministrazione potrebbe generare anche un danno erariale”

Conclusioni: Lo stato del servizio tra dati tecnici e posizioni politiche
Mettendo a confronto i dati ufficiali del 2022 con la situazione di oggi, e ascoltando le parole di Damiano Coletta, emerge un cambiamento netto: l’azienda è passata da un momento di crescita, con i conti in ordine e la raccolta differenziata che aumentava, a una fase di forte rallentamento. In base a quanto raccolto, i problemi attuali non sembrano tecnici, ma politici e burocratici.
La mancanza di indicazioni chiare da parte del Comune e i ritardi amministrativi stanno avendo un impatto visibile sulla città, con strade meno pulite e possibili rischi per l’igiene pubblica. Questa paralisi blocca l’azienda: senza bilanci approvati e con le assunzioni dei nuovi lavoratori ferme (nonostante abbiano già vinto il concorso), ABC non può investire i propri guadagni per migliorare il servizio, come invece prevede la legge.
In questo scenario, il problema principale sembra essere la gestione dell’azienda e del Comune. Da una parte, la maggioranza che governa la città appare divisa da obiettivi diversi; dall’altra, pesano i sospetti su possibili conflitti di interesse che renderebbero difficili le decisioni importanti. Il risultato è che l’azienda è costretta a lavorare alla giornata, senza poter programmare il futuro. Di conseguenza, mentre i cittadini di Latina continuano a pagare una delle tasse sui rifiuti (TARI) più care della regione, l’azienda non ha la libertà di spendere per migliorare mezzi e attrezzature.
Il futuro della raccolta rifiuti a Latina dipenderà quindi dalla capacità del Comune di superare queste liti e di dare regole certe all’azienda. Solo sbloccando la burocrazia e garantendo la massima trasparenza si potrà trovare un equilibrio tra costi sostenibili per le famiglie e una pulizia della città che risponda davvero ai bisogni di tutti.






