Ventotto nuove eccellenze regionali entrano nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) con l’ultimo aggiornamento pubblicato dal Masaf. Il Lazio raggiunge così quota 520 PAT, confermandosi seconda regione d’Italia per numero di referenze.
I nuovi ingressi rappresentano territori, comunità e saperi artigianali che da almeno 25 anni custodiscono metodi di lavorazione tramandati nel tempo, come previsto dalla normativa nazionale.
Righini: «Valorizziamo identità e filiere locali»
«Il riconoscimento di 28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali – dichiara l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini – è la conferma di una strategia che punta con decisione sulla valorizzazione delle identità produttive locali. I PAT non sono soltanto prodotti, ma espressione di storia, cultura e lavoro».
«Tutelarli – aggiunge – significa rafforzare le nostre filiere, sostenere le imprese agricole e artigianali e rendere più competitivo il sistema agroalimentare regionale, nel segno della qualità e della sovranità alimentare».
Sulla stessa linea il presidente di Arsial, Massimiliano Raffa: «Ogni nuovo Prodotto Agroalimentare Tradizionale riconosciuto è un pezzo di identità che viene tutelato e valorizzato. Dietro questi 28 nuovi ingressi ci sono comunità, piccoli produttori, famiglie e territori che hanno saputo custodire saperi antichi trasformandoli in valore economico e culturale».

Cosa sono i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)
I PAT sono caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate, praticate in modo omogeneo sul territorio e legate a regole tradizionali. Il riconoscimento consente di valorizzare specifiche procedure produttive, con deroghe igienico-sanitarie dedicate per preservare ambienti storici, attrezzature tradizionali e microflora tipica.
Arsial, su mandato della Regione Lazio, cura la ricognizione e l’aggiornamento dell’elenco regionale, analizzando per ciascun prodotto distribuzione territoriale, valenza economica, legame con l’ambiente e specificità del processo tradizionale.
Il quadro dei 520 PAT del Lazio
Con i nuovi ingressi, i 520 PAT regionali risultano così suddivisi:
- 113 prodotti vegetali
- 216 tra paste fresche, dolci e prodotti da forno
- 68 carni fresche e salumi
- 50 formaggi
- 10 preparazioni di pesce
- 33 prodotti della gastronomia
- 9 oli monovarietali e burro
- 8 prodotti di origine animale
- 9 distillati e bevande analcoliche
- 4 condimenti
Le nuove eccellenze inserite nell’elenco
Tra i nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Lazio figurano specialità delle province di Rieti, Frosinone, Roma e Latina.
Carni fresche e preparazioni:
Coppa Marmosedio (RI); Poérelli (RI); Salsiccia di fegato alla fiamignanese (RI).
Formaggi:
Caciotta Cepranese (FR); Pecorino di Roiate / Roiatese (RM).
Paste fresche e prodotti da forno:
Cantamessa Cepranese (FR); Ciammellitti con l’alchermes (RM); Ciammellocco di Sant’Antonio (RM); Maccaruni cu gli féri (FR); Pagliette (FR); Pane di Canterano (RM); Pizza “doce” di Colle San Magno (FR); Pizza ‘nfrasca (RI); Tozzi neri (FR).
Prodotti della gastronomia:
Cici co’ li gnocchitti (RI); Crostini di regagli (RI); La Frionza (FR); Marritti (RI); Pallocche a carne fujita (RI); Peperone ripieno di Piedimonte San Germano (FR); Polpette di alici di Sperlonga (LT); Ravioli dolci con l’alchermes (RM); Sfrittu e caciu (RI).
Prodotti di origine animale:
Ricotta calda con siero (RI).
Prodotti vegetali:
Castagna rossa di Capolaterra (RI); Cipiccia / Cepeccia / Scalogna (LT–FR); Tartufo di Canterano (RM); Topinambur (Lazio).
Un patrimonio agroalimentare tra i più ricchi d’Italia
Il riconoscimento dei nuovi PAT si inserisce in un sistema agroalimentare strutturato: il Lazio conta 16 DOP e 14 IGP, 4 STG nel comparto food, 4 DOP dell’olio e un’IGP, oltre a un settore vitivinicolo con 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT e 37 vitigni autoctoni censiti.
Un patrimonio che testimonia la solidità delle filiere regionali e la capacità del territorio di coniugare tradizione, qualità certificata e competitività sui mercati nazionali e internazionali.



