Gli operatori di Ares 118, l’emergenza sul territorio hanno scritto una lettera aperta indirizzata al Presidente della Regione Francesco Rocca, relativamente al riconoscimento degli arretrati e all’aumento delle indennità per gli operatori dei Pronto Soccorso. Una lettera a firma della sigla sindacale ALES del responsabile Laurent Tellini.
E’ il caso di ricordare che la struttura di ARES 118 prevede la gestione delle postazioni divisa per aree: Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e poi c’è Roma che è divisa in più aree (sud, nord, ovest, est, centro, centrale, collina). Secondo gli operatori sanitari, Il presidente Rocca si sarebbe dimenticato del personale del 118.
“Il 27 Marzo, in pompa magna, con dichiarazioni euforistiche rilasciate ad alcuni quotidiani, la giunta della regione Lazio, guidata da Francesco Rocca ex presidente della IFRC, approva insieme ad alcune sigle sindacali, alcune non tutte, lo sblocco di 65 milioni di euro delle risorse per le indennità del comparto del personale di Pronto Soccorso da destinare per le annualità 2023, 2024 e 2025.” Scrive l’organizzazione sindacale del 118.
“E fin qui tutto bene, di queste risorse ne beneficeranno tutto il personale legato ai reparti di pronto soccorso negli ospedali (medici, infermieri, OSS, tecnici, ecc), e per fortuna diciamo noi, anzi sempre pochi sempre secondo noi, per l’importanza del ruolo e delle competenze che svolgono gli operatori sanitari dei Pronto Soccorso”.
“Ma una domanda sorge spontanea, ma il 118? Da questi fondi viene, nuovamente, dimenticato (speriamo non volutamente ) il personale dell’emergenza sanitaria della ARES118, che siano essi infermieri, autisti e operatori tecnici, tutti indistintamente.” Si legge ancora nella lettera aperta.
“Eppure, presidente Rocca, non è il personale del Ares118 ad accorrere per primi sul target di soccorso? Non è sempre il personale di Ares118 ad eseguire il triage facendolo sul luogo dell’evento? Non è sempre il personale del Ares118 ad accudire per primo il paziente?
Non sono sempre loro a stabilizzare e trasportare, a seconda del codice assegnato, il paziente nel nosocomio più adeguato a seconda della emergenza differita del paziente stesso?” Si domandano gli operatori di Ares118 e il segretario di ALES, Tellini.
“Inoltre vorremmo ricordare, al presidente Rocca, che il personale del Ares118, seppur operando in condizioni di svantaggio, rispetto ai reparti di emergenza siti nelle strutture sanitarie, dovute dai luoghi di intervento, strade, case, comdomini, boschi, zone impervie, ecc, e dalle condizioni di intervento, operando spesso sotto le intemperie, non ha mai mancato di fare avere il supporto all’utenza tutta.” Fanno notare dal sindacato.
“Per chiosare, rammentando sempre al presidente Rocca, che spesso il personale del Ares118 adempie ai suoi doveri, sempre con dedizione e passione, nonostante si trovino a svolgere le loro attività in due unità, infermiere ed autista ( a quando il riconoscimento della categoria?)orfani oramai da tempo della terza unità, il barelliere (operatore tecnico). E non solo ci si dimentica della terza unità, ma si permette di fare girare i mezzi senza presidi elettromedicali e farmaci da procedura, non tenendo conto del rischio penale a cui si incombe.” Puntualizza il sindacato.
“Concludo con una considerazione personale, ma condivisa da molti miei colleghi. CAro presidente Rocca lei non ritiene che noi facciamo parte di un sistema di emergenza dando diniego all’indennità di pronto soccorso che oggi rasenta una cifra alquanto appetibile, che dire? Al momento ne prendiamo atto, ma proviano tanta tristezza e rammarico per la mancata considerazione.“ Conclude Laurent Tellini.






