Tre giorni intensi di incontri, spettacoli e reading inclusivi hanno consacrato il successo della prima edizione romana di Liberi sulla Carta Roma 2025, ospitata dal 12 al 14 settembre al Borghetto San Carlo. La storica fiera dell’editoria indipendente, nata quindici anni fa tra Rieti e provincia, ha portato nella Capitale la sua visione di scambio culturale e resistenza, trasformando il Borghetto in un luogo di comunità, memoria e festa.
Con 25 appuntamenti e oltre 50 protagonisti tra scrittori, editori, giornalisti, artisti e operatori culturali, la manifestazione ha registrato un flusso continuo di visitatori.

«La rinascita di Liberi sulla Carta è stata una festa, con una partecipazione altissima, anche emotiva – ha commentato il direttore artistico Fabrizio Moscato – È la dimostrazione di quanto ci sia bisogno di eventi culturali liberi, accessibili e di qualità, anche in luoghi non convenzionali. Ora guardiamo al 2026: vogliamo che Liberi sulla Carta sia più bella e sorprendente che mai».
Sul palco si sono alternati nomi di primo piano della cultura e del giornalismo:
- Giuliana Sgrena, in dialogo con Sandro Medici, ha presentato Me la sono andata a cercare;
- Maria Grazia Calandrone ha emozionato con Magnifico e tremendo stava l’amore;
- Anna Foglietta ha dato voce al progetto Every Child is my child, leggendo testi sulla cultura palestinese con l’accompagnamento musicale di Alessia Salvucci.

Uno dei momenti più suggestivi è stato l’intervento di Nicola Lagioia, Premio Strega ed ex direttore del Salone del Libro di Torino, che ha intrecciato incipit immortali della letteratura con le musiche di Rossini eseguite a quattro mani dai pianisti Federico De Antoni e Sara Ferrandino.
Il programma ha dato spazio anche a spettacoli e performance come Libera di Cecilia Lavatore e Marta La Noce, il ricordo del poeta palestinese Refaat Alareer, i monologhi pungenti di Valerio Aprea, le Storie di antifascismo senza retorica di Arturo Bertoldi e Max Collini, oltre ai laboratori creativi della Scuola Omero.
Inclusività, resistenza e coraggio di alzare la testa sono stati i fili conduttori della tre giorni, arricchita da attività per bambini, presentazioni accessibili con interprete LIS e il Premio Arthé.
La prima edizione romana di Liberi sulla Carta si chiude quindi con una promessa: nel 2026 la fiera tornerà più forte, più aperta e ancora più libera.


