Nuovo fronte polemico sui locali comunali dell’area “I Piloni”. I consiglieri comunali Pasquale Cirillo e Maurizio Scaccia hanno formalmente contestato la risposta fornita dal Dirigente del Settore Lavori Pubblici, Ing. Ivano Petrillo, giudicandola insufficiente e priva di elementi concreti utili a chiarire la reale destinazione e l’effettiva utilizzabilità degli spazi.

Nel documento di riscontro alla nota protocollata il 15 dicembre 2025, i consiglieri evidenziano come la replica dell’Amministrazione si limiti a un elenco generico di interventi di “messa in sicurezza” e di presunti adempimenti tecnici, senza però allegare o indicare in modo puntuale gli atti amministrativi e le certificazioni necessarie.
Manifestazione di interesse e contraddizioni sull’utilizzo dei locali
Tra i punti più contestati, la dichiarazione secondo cui non sarebbe stata necessaria alcuna autorizzazione preventiva dei Vigili del Fuoco perché i locali non risulterebbero attualmente utilizzati né destinati a un riuso immediato. Una tesi che, secondo Cirillo e Scaccia, appare in contraddizione con l’avvio da parte del Comune di una manifestazione di interesse per l’affitto degli stessi locali, circostanza che presupporrebbe quantomeno una valutazione preventiva di agibilità e sicurezza.
Collaudi e certificazioni mai allegati
Ulteriori perplessità riguardano il richiamo, nella risposta del dirigente, a un presunto collaudo strutturale e a un certificato di regolare esecuzione, dei quali però non vengono forniti né copia né estremi di deposito. Un’omissione che, secondo i consiglieri, rende impossibile qualsiasi verifica sulla reale idoneità degli ambienti.
Anche il riferimento a futuri “approfondimenti tecnici” da effettuare solo in caso di nuove destinazioni d’uso viene giudicato come un rinvio indefinito delle responsabilità, senza chiarire se allo stato attuale i locali siano effettivamente pronti e conformi per essere concessi in locazione.
“Risposta evasiva, necessario pieno accesso agli atti”
Per Cirillo e Scaccia, la risposta dell’Amministrazione si configura come un atto meramente formale, non idoneo a soddisfare una legittima richiesta di accesso agli atti presentata nell’esercizio delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali per il controllo politico-amministrativo.
Da qui la richiesta, ribadita con forza, di mettere a disposizione tutti gli atti amministrativi e tecnici relativi ai lavori eseguiti, ai collaudi, alle certificazioni e alle valutazioni di agibilità, al fine di verificare la coerenza tra quanto dichiarato dall’Ente e la volontà di procedere alla locazione dei locali “I Piloni”.
Una vicenda che, secondo i firmatari, solleva interrogativi non solo tecnici ma anche politici, e che riaccende il tema della trasparenza amministrativa nella gestione del patrimonio comunale.



