“In Italia c’è sempre più mafia e ci sono sempre meno mafiosi.” È da questa provocazione che parte la riflessione al centro dell’incontro pubblico organizzato da Reti di Giustizia – Il Sociale contro le mafie e dal Coordinamento per la Giustizia Sociale di Aprilia (CGSA), in programma sabato 15 novembre 2025 alle ore 17:00 presso la Sala Fiorentini della Biblioteca comunale di Aprilia (via G. Marconi).
L’iniziativa, dal titolo “Immortali. Le mafie di ieri e di oggi”, vuole accendere i riflettori sull’evoluzione delle organizzazioni criminali contemporanee, sempre più infiltrate nei meccanismi economici e istituzionali, ma sempre meno riconoscibili nel loro volto tradizionale.
Ospiti e relatori
A dialogare con il pubblico saranno:
- Attilio Bolzoni, giornalista di Domani, già firma storica de La Repubblica e autore del libro “Immortali. Perché la mafia è tornata com’era prima di Giovanni Falcone”;
- Graziella Di Mambro, giornalista e Capo Servizio di Latina Oggi;
- Irene Giusti, presidente di Reti di Giustizia – Il Sociale contro le mafie.
L’incontro sarà un momento di confronto diretto tra informazione, impegno civile e comunità, in un territorio – quello di Aprilia – che vive una fase delicata di commissariamento del Comune per “accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata”.
Un coordinamento per la consapevolezza collettiva
Il Coordinamento per la Giustizia Sociale di Aprilia è nato a seguito degli incontri pubblici promossi da Reti di Giustizia dopo l’operazione antimafia Assedio del luglio 2024, con l’obiettivo di ampliare il dibattito sulle mafie locali e sui temi della dignità, dell’uguaglianza e della giustizia sociale.
Ne fanno parte numerose associazioni e realtà del territorio: Arci La Freccia – Ex Mattatoio, ANPI, Collettivo Marsha, Napo87, Senzaconfine, Soci Coop, Comitato di Quartiere Toscanini, Loro di Napoli, Diapason, MFE e molti cittadini attivi.
Dopo la manifestazione “Libertà è Partecipazione” dello scorso maggio, l’incontro del 15 novembre rappresenta il secondo appuntamento pubblico del Coordinamento, impegnato in un percorso di resistenza culturale al pensiero mafioso e alle sue forme di potere e corruzione.
Un invito alla partecipazione
«In un momento in cui la nostra città vive un commissariamento per infiltrazioni mafiose – spiegano i promotori – è fondamentale aumentare la consapevolezza collettiva su ciò che accade ogni giorno intorno a noi: abusi di potere, disuguaglianze, arricchimenti illeciti a scapito del bene comune. Questa iniziativa vuole essere un’occasione per informarsi, ritrovarsi, resistere e costruire insieme una comunità più giusta.»


