Il maltempo ad Aprilia ha riproposto una situazione già vista in passato: diverse arterie urbane e periferiche sono state interessate da allagamenti, con l’acqua che in alcuni punti ha trasformato le strade in veri e propri torrenti. Rallentamenti alla circolazione e interventi dei soccorsi si sono registrati anche a causa di alberi pericolanti e rami spezzati. Fortunatamente, secondo quanto riferito, i danni hanno riguardato le cose e non si registrano feriti.
La giornata di pioggia ha però riacceso il dibattito sulle condizioni delle infrastrutture di scolo e del verde pubblico. A intervenire è Andrea Ragusa, del Movimento 5 Stelle, che punta il dito soprattutto sulla manutenzione ordinaria e sostiene che parte dei disagi potesse essere prevenuta.
“Caditoie e tombini intasati”
Secondo Ragusa, il problema non sarebbe rappresentato esclusivamente dall’intensità delle precipitazioni, ma anche dalle condizioni della rete di drenaggio.
“Con una perturbazione ampiamente prevista dai bollettini meteo – osserva – l’effetto piscina in diversi quartieri era ampiamente prevedibile”.
Nel mirino finiscono soprattutto caditoie e tombini, che, secondo la segnalazione, in diversi punti risulterebbero ostruiti da sedimenti, fango e fogliame. Una condizione che ostacolerebbe il deflusso dell’acqua e aumenterebbe il rischio di allagamenti durante le precipitazioni più intense.
Ragusa sottolinea inoltre di aver già segnalato la situazione agli uffici comunali. Il 4 settembre scorso, infatti, avrebbe inviato una PEC agli uffici competenti per segnalare lo stato della rete di scolo in diversi punti critici del territorio e chiedere un controllo e la pulizia dei tombini sull’intero territorio comunale.
“La segnalazione/richiesta è rimasta evidentemente inascoltata”, sostiene Ragusa.
Alberi e rami caduti: riflettori sulla manutenzione
Un altro fronte riguarda il verde pubblico.
Il maltempo ha provocato anche la caduta di grossi rami, con conseguenti danni ad alcune vetture in sosta. Un episodio che, secondo Ragusa, dovrebbe riaprire la discussione sulla frequenza degli interventi di potatura e sui controlli di stabilità delle alberature presenti sul territorio.
L’intervento di manutenzione, sostiene, non dovrebbe essere effettuato soltanto dopo il verificarsi di un’emergenza, ma attraverso una programmazione preventiva capace di individuare per tempo le situazioni di maggiore rischio.
Attivato il Centro Operativo Comunale
Nel corso dell’emergenza l’amministrazione comunale ha disposto l’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare le attività della Protezione Civile e della Polizia Locale.
Una decisione che rientra nelle procedure di gestione delle situazioni di rischio, ma che Ragusa giudica insufficiente se non accompagnata da una maggiore attenzione alla manutenzione ordinaria.
La critica riguarda soprattutto il rapporto tra prevenzione ed emergenza: secondo l’autore dell’intervento, utilizzare la macchina dei soccorsi per affrontare problemi che potrebbero essere almeno in parte ridotti attraverso la pulizia preventiva delle caditoie rischia di trasformare l’emergenza in una risposta a carenze di manutenzione.
“La città non ha bisogno di rincorrere le allerte”
Il punto, secondo Ragusa, è quindi quello di spostare l’attenzione dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione.
“La città non ha bisogno di rincorrere le allerte, ma di pulire i tombini prima che piova!”, conclude.
Una posizione che riporta al centro della discussione la necessità di una programmazione degli interventi sulla rete di drenaggio urbano e sulle alberature, soprattutto in vista di precipitazioni che, anche quando non eccezionali, possono provocare disagi rilevanti in presenza di infrastrutture non adeguatamente manutenute.
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