La violenta bomba d’acqua che si è abbattuta il 6 gennaio sul territorio della Ciociaria ha provocato pesanti disagi e criticità diffuse. Strade allagate, alberi abbattuti ed esondazioni hanno messo a dura prova la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle infrastrutture. Immediata la mobilitazione delle autorità competenti e delle strutture di Protezione Civile. Un’emergenza complessa che ha richiesto interventi rapidi e misure straordinarie di prevenzione.
Ceccano: sottopasso impraticabile e scuole chiuse.
La città fabraterna è stata colpita duramente dalla bomba d’acqua del 6 gennaio ed è stato necessario il pronto intervento delle autorità competenti.
“In Via Badia abbiamo messo in sicurezza le strade e ristabilito la viabilità in seguito alla caduta di alcuni alberi”, afferma Vincenzo Carlini, Responsabile della Protezione Civile di Ceccano. “Abbiamo monitorato attentamente il Sacco nei punti più critici e abbiamo gestito la circolazione con l’ASTRAL e con i Vigili Urbani”. Inevitabile invece la chiusura del sottopasso di Via Mulino San Rocco, in cui l’acqua ha raggiunto un’altezza pari a tre metri.
Esondati, il Sacco e il Cosa hanno invaso le case di non pochi cittadini, interessando talvolta anche il primo piano. Grazie all’idrovora, la Protezione Civile è intervenuta tempestivamente riducendo la gravità della situazione. Presente in più case anche il Sindaco, Andrea Querqui, per esprimere vicinanza ai cittadini.
Intanto ieri, a Palazzo Antonelli, – non risultando possibile stimare e valutare gli effetti provocati da tali criticità meteorologiche – al fine di evitare rischi per la pubblica e privata incolumità, si è ritenuto opportuno disporre la chiusura delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, dei parchi pubblici e del Civico Cimitero comunale per la giornata di mercoledì 07 Gennaio 2026.


Le operazioni ad Amaseno e l’appello del supinese Tipusi
Circa quindici gli interventi effettuati sul territorio comunale di Amaseno, a risoluzione di allagamenti delle sedi stradali e piccoli smottamenti del terreno.
“Fortunatamente non ci sono stati gravi disagi – afferma Angelo Panici, Responsabile della Protezione Civile di Amaseno – soprattutto grazie al lavoro compiuto dai diciotto volontari in servizio con quattro automezzi. È stata fondamentale l’opera di prevenzione che la squadra ha svolto il giorno 5 gennaio dopo aver ricevuto l’allerta di colore arancione da parte dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile”.
Gli interventi mirati prima dell’avvento della bomba d’acqua hanno garantito il minor danno possibile e, tranquillizza Panici, “in collaborazione con il comune si provvederà nei prossimi giorni a effettuare un ulteriore controllo del territorio per valutare eventuali interventi da mettere in atto”.
Puntuale l’intervento del Vice Coordinatore della Protezione Civile di Supino, Federico Tipusi, che ha ricordato quanto importante sia il lavoro svolto ogni giorno. “In quest’ultima allerta arancione nel Lazio si quantificano circa 250 associazioni e gruppi comunali che sono stati impegnati nel fronteggiare il maltempo. Ci sono stati interventi di svuotamento abitazioni e in alcuni casi i volontari hanno salvato vite umane”.
Ricorda poi che c’è ancora molto bisogno di prevenzione, invitando i cittadini a non sottovalutare mai i bollettini di criticità che vengono emanati e, in caso di abbondanti piogge, evitare l’uso dell’automobile, i piani sotterranei e non transitare nei sottopassaggi.
Le procedure da seguire, in caso di ogni tipo di emergenza, sono esposte sul sito della Protezione Civile.



