Alla Sala Lepanto di Marino è stato protagonista Marco Onofrio con Un uomo è un Uomo. Poesia civile (2008-2025), la sua diciassettesima opera poetica, recentemente pubblicata da Edilazio per il settore letterario EdiLet. Un libro che raccoglie e rielabora anni di scrittura civile, sociale e politica, attraverso cui il poeta romano affida alla parola il suo grido contro le ingiustizie del presente e, soprattutto, contro la guerra.
Scrittore prolifico e pluripremiato, Onofrio sfiora con questo nuovo volume la quota dei 50 libri pubblicati tra poesia, narrativa, saggistica e teatro. Un uomo è un Uomo è una raccolta antologica che mette al centro l’impegno, una delle corde espressive più profonde della sua produzione.
Un’antologia di poesia civile
Il cuore del volume è la nuova versione di Emporium. Poemetto di civile indignazione (2008), qui rielaborato e riproposto con il titolo La cenere dei Sogni. Un testo che negli anni ha conosciuto numerose messe in scena e che è stato adattato alla luce delle esperienze performative maturate dall’autore. Il titolo del libro è tratto da uno dei passaggi più intensi del poemetto:
«Un uomo è un uomo / sotto ogni cielo / perché ogni cielo è / il Cielo / ed ogni uomo è / l’Uomo».
Segue l’intermezzo Ci vorrebbero libri, dedicato a quello che Onofrio definisce il “disagio della civiltà”, un malessere che secondo il poeta tradisce la natura fondamentalmente benigna dell’essere umano.
La guerra come tema centrale
Nella seconda parte del volume, intitolata Del Sole malato, trovano spazio testi già noti come Disperatamente Italia e Magistra Iniquitatis, accanto a nuove poesie inedite. Qui la guerra emerge come tema centrale e urgente, affrontato non solo come tragedia umana ma come scandalo morale da contrastare con strumenti concreti di pace.
Il percorso si chiude con Ma, una poesia che riconosce la fatica di vivere in tempi complessi, ma che invita a non arrendersi: una dichiarazione di resistenza civile e umana.
Le parole della critica
Nell’introduzione al volume, Paolo Di Paolo sottolinea come Onofrio non trattenga la sua indignazione, che spesso si esprime in toni di invettiva, ma sempre animata da una profonda pietà per il vivente. Una scrittura che si muove tra cielo e terra, tra denuncia e compassione, nel tentativo di trovare ancora un senso e una speranza in un’epoca segnata da conflitti e disillusione.
Dalla poesia alla musica: “Maledizione della guerra”
Dal libro è nata anche una performance poetico-musicale dal titolo Maledizione della guerra, già portata in scena in diverse città italiane. Sul palco, Onofrio è accompagnato dalla band “Primo Consumo”, formata con la figlia Valentina alle percussioni e Lorenzo Giammarioli al basso e alla chitarra acustica.
Lo spettacolo è un’opera-pop dedicata al tema della pace, composta da 12 canzoni originali e 5 intermezzi strumentali, scritti dallo stesso Onofrio nelle vesti inedite di cantautore.
Dopo le tappe a Muccia, Roma e Marino, la prossima esibizione è prevista il 21 febbraio 2026 al Bibliopop di Santa Maria delle Mole.


