Il Gruppo Consiliare ‘Insieme per il Futuro di Monte’ risponde duramente alle dichiarazioni dell’ex sindaco Emiliano Cinelli, dichiarando che nessun atto ‘vile e premeditato’ è contenuto nella loro scelta di dimettersi. I consiglieri Pisani, Nardozi e Fusco rivendicano due anni di impegno all’interno della maggioranza, tra interrogazioni, controlli sui conti e rilievi in Consiglio, precisando di aver scelto l’uscita rinunciando anche alle indennità previste.
La lettera della stessa ex vicesindaca Sabrina Sciucco viene citata come conferma delle difficoltà interne: accentramento delle deleghe, sedute di giunta in streaming, carenze nei servizi ai cittadini — come il cimitero con 150 persone in attesa di un loculo e le scuole chiuse senza prospettiva. “Non sono le nostre parole a inventare un problema che non esiste: è la stessa numero due dell’amministrazione, a certificarlo“, puntualizzano.
Sui provvedimenti amministrativi, gli ex consiglieri accusano Cinelli di contraddirsi: da un lato avrebbe ringraziato il Commissario Prefettizio per aver approvato gli atti all’ordine del giorno del 30 luglio, compresi quelli per consentire il rientro degli studenti a scuola, dall’altro avrebbe accusato le minoranze di aver bloccato provvedimenti fondamentali, come la variazione di bilancio per la SCIA antincendio della scuola La Lucca. Il gruppo domanda pubblicamente: “Se quella scuola era oggetto di finanziamento PNRR, per quale motivo sarebbe servita una semplice variazione di bilancio solo per depositare una SCIA?”.
Riguardo agli atti approvati dal Commissario, precisano che si tratta solo di ordinaria amministrazione e che questioni centrali come il parcheggio di Reggimento e gli impianti sportivi restano ancora irrisolte. Denunciano inoltre l’aumento del debito comunale — 250mila euro nel 2024, 334mila nel 2025 e nuovi mutui in previsione — che graverà sulle famiglie del paese.
Gli ex consiglieri sottolineano anche l’assenza di risposte a categorie come la protezione civile, le associazioni e i lavoratori del trasporto scolastico. Rivendicano la coerenza con le loro motivazioni originarie e criticano il racconto dell’ex sindaco sui motivi della crisi della maggioranza. Ricordano di aver contribuito con circa 800 voti alla vittoria di Cinelli e confermano tutte le accuse già mosse in passato, ribadendo di essersi già allontanati dal modo di amministrare di Cinelli due anni fa.
“Ci prendiamo, a testa alta, la responsabilità di quello che abbiamo fatto: restituire Monte San Giovanni Campano nelle mani delle uniche persone che hanno davvero il diritto di decidere il suo futuro, i cittadini”, si legge nella nota firmata da Giorgio Pisani, Maurizio Nardozi e Quirino Fusco.





