La Monti Lepini resta una delle grandi questioni irrisolte della viabilità di Frosinone. Un’arteria che nel corso degli anni è stata progressivamente inglobata nel tessuto urbano della città e che, a distanza di decenni dall’avvio dei primi interventi, presenta ancora tratti incompleti, problemi di sicurezza e interrogativi sul futuro delle opere previste.
A riaccendere i riflettori sulla situazione è il consigliere comunale Anselmo Pizzutelli, che chiede all’Amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli di fare chiarezza sullo stato dell’iter per il completamento della strada.
Il punto di partenza è un annuncio arrivato alcuni mesi fa: il recupero delle risorse economiche necessarie e il possibile riavvio dei lavori, con l’ipotesi di un coinvolgimento di ANAS nella gestione dell’intervento.
«Vorrei riprendere il discorso relativo al completamento della Monti-Lepini», afferma Pizzutelli. «Diversi mesi fa, sui giornali ma anche in Consiglio comunale, era stato annunciato il recupero delle risorse economiche e l’imminente riavvio dei lavori per la realizzazione della Monti-Lepini e che i lavori probabilmente sarebbero stati gestiti dall’ANAS».

Un’opera ferma da oltre un decennio
Il consigliere ricorda che si tratta di un progetto avviato ormai quasi vent’anni fa e successivamente interrotto.
«Dovremmo tornare indietro a un lavoro che è iniziato ormai quasi vent’anni fa, per poi essere interrotto con la prima legislatura del sindaco Ottaviani, a seguito delle inchieste che c’erano state».
Pizzutelli precisa di non voler entrare nel merito degli aspetti giudiziari, ma sottolinea le conseguenze economiche che l’interruzione avrebbe avuto per il Comune.
«L’interruzione di quei lavori è costata anche abbastanza cara al Comune, che ha dovuto riconoscere diversi debiti fuori legati a quell’opera pubblica».
La questione, però, per il consigliere è soprattutto capire quando l’opera potrà essere realmente completata.
«Dal 2012-2013 circa i lavori si sono fermati e ad oggi non è dato sapere quando verranno completati».
Dal tratto Fabbi-Madonna della Neve alle opere ancora da chiarire
Una parte dell’intervento è stata realizzata nel tratto compreso tra via Armando Fabi e Madonna della Neve, ma secondo Pizzutelli rimangono diverse questioni aperte.
«Ci sono alcuni tratti che non sono completi, ad esempio accanto alla piastra dei Cavoni manca un pezzo di marciapiede, di pista ciclabile come nel resto del tratto».
E resta da capire anche quale sarà il futuro dell’intersezione di Madonna della Neve, dove era previsto un sottopasso destinato a intervenire su una situazione viaria da tempo problematica.
«Cosa prevede il progetto della Monti-Lepini per questo incrocio?», domanda il consigliere.
Gli interrogativi riguardano anche la bretella di collegamento prevista verso la strada per Fiuggi, in direzione della strada per Casamari.
«Cosa ne sarà di questa parte del progetto? Saranno realizzate o non saranno più realizzate? E quando saranno realizzate?».
Pizzutelli chiede inoltre chiarimenti sulla variante presentata e sullo stato amministrativo dell’opera: «I lavori si possono dire completati? E sono stati collaudati? Il lavoro è stato rendicontato?».
La Monti Lepini «a due volti»
Il consigliere concentra poi l’attenzione sul tratto compreso tra via Armando Fabi e il casello autostradale, quello che dovrebbe rappresentare il prossimo segmento dell’intervento.
«Vorrei sapere a che punto è l’iter, quante risorse abbiamo a disposizione», afferma Pizzutelli.
Il quadro attuale, secondo il consigliere, restituisce una Monti Lepini a due volti.
«Un volto diciamo decoroso, dotato di marciapiedi, aiuole, ma soprattutto illuminazioni e attraversamenti pedonali e rotatorie, anche se con le carenze. E un tratto in cui non c’è marciapiede, non c’è illuminazione».
Tra le opere realizzate viene ricordato l’attraversamento pedonale all’altezza della Madonnina delle Rose, che Pizzutelli ha fortemente sollecitato insieme ai consiglieri Bortone e Maria Antonietta Mirabella.
«Quando feci questa richiesta mi si obiettò che era inutile spendere soldi, considerato che dovevano partire i lavori per il rifacimento della Monti-Lepini».
Quei lavori, però, non sarebbero partiti.
«Fortunatamente ho fatto installare l’attraversamento pedonale. Ma siamo di fronte ad una strada pericolosa, non illuminata, dove spesso si incontrano persone che camminano lungo il bordo di una strada anche di sera».
«La Monti Lepini è stata teatro anche di incidenti mortali»
La questione della sicurezza, secondo Pizzutelli, assume particolare rilevanza anche alla luce degli incidenti avvenuti lungo l’arteria.
«Purtroppo la Monti-Lepini è stata teatro anche ultimamente di incidenti molto gravi, addirittura mortali».
Da qui una serie di domande rivolte all’Amministrazione: «A che punto è il progetto di questo tratto della Monti-Lepini? A che punto è l’esproprio dei terreni? A che punto è la gara, se mai iniziata?».
Particolare attenzione viene posta anche sul nodo viario in prossimità dell’autostrada e della Permaflex.
Pizzutelli chiede di conoscere quali soluzioni siano state individuate e contesta l’impostazione di alcune scelte progettuali precedenti, ritenendo che le due rotatorie ravvicinate previste in quell’area potrebbero non risolvere le criticità esistenti.
La rampa verso via Le Case Nuove
Un altro interrogativo riguarda la rampa prevista in corrispondenza della rotatoria, con collegamento verso via Le Case Nuove, nell’ambito di quella che Pizzutelli richiama come variante Casinina Sud.
«Vorrei capire che fine ha fatto la rampa», afferma il consigliere, chiedendo anche che il completamento dell’intervento comprenda marciapiedi e illuminazione.
«Basta annunci, i cittadini devono sapere a che punto sono i lavori»
Il tema sollevato da Pizzutelli va oltre il singolo cantiere e riguarda la necessità, secondo il consigliere, di conoscere lo stato reale di una delle principali arterie della viabilità cittadina.
«A fronte degli annunci propaganda, vorremmo sapere, e credo sia importante, mettere a conoscenza i cittadini dell’iter di queste importanti arterie di comunicazione, dei lavori che dovranno interessare queste importanti arterie di comunicazione».
Una strada che, ricorda il consigliere, ha cambiato nel tempo la propria funzione.
«Trent’anni fa era una strada extraurbana, addirittura chiamata raccordo. Oggi via Monti e Lepini è una strada urbana inglobata all’interno del tessuto urbano».
Ed è proprio questa trasformazione a rendere, secondo Pizzutelli, ancora più urgente conoscere tempi, risorse e progetti per il completamento dell’intera arteria.







