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Home » Notizie » Prima pagina » Nemi, la protesta scuote piazza Umberto I. Chiesto lo stato di emergenza ambientale.

Nemi, la protesta scuote piazza Umberto I. Chiesto lo stato di emergenza ambientale.

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa18/11/2024 ore 07:305 Mins Read Prima pagina

Oltre un centinaio di persone hanno partecipato alla manifestazione contro l’amministrazione comunale di Nemi, a favore della salvaguardia del lago di Nemi che si sta prosciugando nell’indifferenza della politica, delle istituzioni e anche di tanti cittadini distratti che pensano che il lago di Nemi sia una risorsa inesauribile.

Lo striscione del Comitato

Ma non è così, purtroppo. Il livello del lago si è ridotto a tal punto che sono rimasti solo 24 metri dal fondale del lago.

A breve se non ci saranno soluzioni che invertano la tendenza i cittadini di Nemi, che si approvvigionano interamente dal Lago, resteranno senza acqua potabile. E’ solo questione di tempo.

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I secchi portati in piazza

I problemi sono strutturali, come i continui emungimenti dal lago per Nemi e i comuni limitrofi, il 77% dell’acqua che si perde nelle tubature colabrodo, che non vengono sostituite o riparate. Di contro progetti di sfruttamento del bacino lacustre per attrarre turisti.

Pur dichiarandosi preoccupato il Sindaco Bertucci non ha messo al centro della sua azione la difesa del lago, a parte una riunione di un tavolo tecnico il cui esito è sconosciuto a tutti, costretto a convocare dopo le numerose proteste dei comitati e cittadini.

I cartelli dei manifestanti

Ieri oltre alle persone interessate, con secchi, cartelli, slogan e striscioni, tanti altri cittadini e visitatori incuriositi e poi preoccupati nell’ascoltare gli interventi degli organizzatori, del Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani che è diventato uno dei pochi baluardi a difesa dell’ambiente dei Castelli Romani e bene farebbero tutte le associazioni a riunirsi insieme per fare fronte comune, contro la politica che non mette in campo nessuna azione a tutela dell’ambiente.

La splendida giornata di sole, ha aiutato la partecipazione. L’iniziativa del Comitato era sensibilizzare i cittadini su quanto accade, più che attaccare l’amministrazione comunale, sui rischi che si stanno correndo.

L’intervento di Vairo Canterani

“Siamo tornati di nuovo davanti al nostro amato lago con i secchi, volantini sulla crisi idrica dei laghi, striscioni, cartelloni, pannelli informativi e mostra sui tagli dei boschi” Hanno detto i componenti del Comitato.

“Solo un altro passo della nostra battaglia in difesa dei laghi le cui acque stanno diminuendo rapidamente e per contrastare i progetti di speculazione che incidono pesantemente all’interno del “Parco dei Castelli Romani“. Hanno aggiunto

“Le riuscitissime e partecipate “secchiate” hanno simbolicamente iniziato a far capire alle istituzioni che la cittadinanza non tollera più il loro disinteresse verso dei laghi che si stanno prosciugando sotto i nostri occhi.” Hanno affermato gli esponenti del Comitato.

“Peggio ancora, oltre a non far nulla per salvare lo Specchio di Diana, l’amministrazione sta iniziando progetti di attività commerciali per attrarre turismo di consumo che nuocciono gravemente al mantenimento del delicato ecosistema del lago di Nemi, così come purtroppo già avvenuto per quello di Albano.” Ha incalzato il Comitato

“E’ significativo che il sindaco di Nemi Bertucci abbia indetto solo di recente un tavolo tecnico con responsabili politici ed – alcuni – enti specifici per individuare “le cause del progressivo abbassamento del lago e la pianificazione di interventi immediati per arginare il fenomeno”.

“Le cause dell’abbassamento della falda sono note a tutti gli enti preposti.
Il sindaco di Nemi ricopre questo ruolo dal 2012: se 12 anni non sono serviti per comprendere quali sono i motivi principali dell’abbassamento del livello delle acque, bastava andare sui siti ISTAT ed ACEA che parlano per il comune lacustre di una dispersione del 78% dei prelievi idrici, di un consumo di 110 mc l’anno di acqua per abitante e di prelievi al 100% effettuati da fonti locali.
Si potrebbe cominciare dal capire perché nulla è stato fatto per evitare tale situazione.
” Ha puntualizzato il Comitato che poi elenca le richieste e traccia la linea sulle azioni che bisognerebbe intraprendere per salvaguardare il lago di Nemi

“In tutto ciò, risalta l’assenza dell’Ente Parco dei Castelli Romani, neanche invitato dal sindaco e silente in merito. Chiediamo conto della mancata attuazione del tanto sbandierato “Contratto di falda” che impegnava le amministrazioni locali, comune di Nemi ed Ente Parco inclusi, ad attivarsi per la tutela dei laghi.”

“Chiediamo la Dichiarazione dello Stato di Emergenza ambientale ed azioni immediate che si possono fare già applicando alcune direttive regionali esistenti. Pretendiamo il blocco di progetti speculativi turistici, il controllo e il fermo degli emungimenti idrici irregolari.” Ha aggiunto il Comitato che ha fatto anche riferimento ai piani edilizi e al disboscamento

“I piani edilizi comunali, la perdita del 65% delle acque prelevate dall’unica falda dei Castelli, il disboscamento degli 8.000 ettari di Parco, il disinteresse delle amministrazioni e del parco sono i veri problemi.” Ha precisato il Comitato

“E’ inutile appellarsi, in questo caso, al cambiamento climatico: sicuramente la siccità e il caldo aggravano la situazione, ma i motivi principali sono molto evidenti e già studiati. Continuiamo a farci sentire, portiamo avanti la nostra lotta con tutta la rabbia per la situazione e l’amore per i nostri laghi, dovranno per forza ascoltarci.” Ha concluso il Comitato.

Non solo la politica, a questo punto, dovrà uscire dai palazzi ovattati, ma dovrà anche impegnarsi affinché questa situazione cambi radicalmente. Sul Parco dei Castelli e sul suo ruolo, il silenzio assordante si commenta da solo, su come questo ente, fondato a furor di popolo, oggi abbia bisogno di essere ripensato e gestito con competenza, passione e impegno, altrimenti così come si sta approcciando in questo ultimo periodo serve veramente a poco, a parte i soldi spesi per feste di nicchia che poco hanno avuto a che fare con la tutela ambientale e i 40 anni della fondazione dell’Ente Parco.

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Eugenio Siracusa

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