Il giallo sulla morte della diciannovenne Aurora Livoli conosce una svolta con la confessione di Emilio Gabriel Valdez Velazco. Questa mattina, nel carcere di San Vittore a Milano, l’uomo ha ammesso di essere l’autore del delitto, riferendo anche condotte di natura sessuale ai danni della giovane, secondo quanto riportato dal suo legale, l’avvocato Massimiliano Migliara.
Il presunto responsabile, già in stato di fermo dal giorno successivo al delitto avvenuto lunedì 29 dicembre nel cortile di un condominio in via privata Paruta (zona nord-est di Milano), è stato interrogato oggi, 8 gennaio 2026. Davanti al PM Antonio Pansa, l’uomo ha dichiarato di non essersi reso conto della morte della ragazza se non il giorno successivo, dopo aver visto i servizi televisivi, sostenendo che fino a quel momento “pensava fosse solo assopita”.
L’avvocato Massimiliano Migliara, che assiste il 57enne peruviano, indagato per l’omicidio della giovane, è stato avvicinato dai giornalisti davanti al carcere al termine dell’interrogatorio. “Ha avuto una reazione a cortocircuito – ha dichiarato – non voleva ucciderla e si è accorto soltanto dopo di averlo fatto”.
Sabato i funerali a Monte San Biagio
Sarà la comunità di Monte San Biagio, in provincia di Latina, a dare l’ultimo addio ad Aurora Livoli. Le esequie si terranno sabato prossimo presso la chiesa di San Giovanni Battista. Il nulla osta della Procura per la sepoltura è arrivato nella giornata di oggi, permettendo così alla famiglia di procedere con il rito funebre. Secondo quanto dichiarato dallo zio della giovane, Massimo Basile, alla funzione prenderà parte anche l’Arcivescovo di Gaeta, Monsignor Luigi Vari, a testimonianza di quanto la vicenda sia sentita dal territorio.
La ricostruzione dei fatti
Aurora Livoli, 19 anni, nata a Roma e residente a Monte San Biagio, è stata trovata morta lunedì 29 dicembre 2025 nel cortile di un condominio in via privata Paruta, nei pressi di via Padova a Milano. Il corpo è stato rinvenuto dal custode dello stabile: la giovane indossava una tuta da casa ed era priva di biancheria intima. Sul cadavere erano presenti segni evidenti sul collo e un ematoma vicino a un occhio.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile e del Nucleo Investigativo di Milano, insieme al PM Antonio Pansa. Le indagini si sono concentrate sui filmati delle telecamere di sorveglianza, che mostrano la giovane entrare nel cortile in compagnia di un uomo, allontanatosi poi da solo.
L’autopsia ha accertato che la morte è avvenuta per strangolamento. Ulteriori elementi relativi a presunti abusi sono emersi nel corso dell’interrogatorio, sulla base delle dichiarazioni rese dall’indagato.
La diciannovenne si era allontanata da Fondi (LT), dove viveva con la famiglia, senza denaro. L’ultimo contatto con i parenti risaliva al 26 novembre, quando Aurora aveva rassicurato i familiari dicendo di stare bene ma di non voler rientrare a casa. Il 10 dicembre era stata denunciata ufficialmente la scomparsa.


