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Artena, due opere d’arte al Lago di Giulianello rischiano di saltare: la Pro Loco attende il Comune

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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Artena, un finanziamento regionale da 72 mila euro, due opere d’arte contemporanea destinate al Lago di Giulianello e un progetto arrivato al primo posto nella graduatoria del Lazio. Un risultato che rischia però di rimanere sulla carta. Il motivo è l’assenza, secondo la documentazione prodotta dalla Pro Loco Artena, di una determinazione amministrativa conclusiva che consenta di procedere con l’installazione delle opere nell’area individuata sul versante comunale.

La vicenda riguarda il progetto “Soste d’Arte tra la Francigena e il Lago”, presentato dalla Pro Loco Artena APS nell’ambito dell’avviso regionale “Arte sui Cammini di Spiritualità – Annualità 2025”. La graduatoria regionale, approvata nel dicembre 2025, ha assegnato alla proposta 83 punti e il primo posto assoluto, con un contributo di 72 mila euro.

Le due installazioni, alte rispettivamente 10,50 e 7 metri, sono state concepite come opere site-specific destinate a dialogare con il paesaggio della Via Francigena del Sud. Realizzate in acciaio COR-TEN e prive di volumetria edilizia, secondo la documentazione progettuale dovrebbero diventare, una volta realizzate, patrimonio del Comune di Artena.

Il problema, oggi, è arrivare alla fase operativa.

Il Comune aveva riconosciuto il pubblico interesse

La questione assume particolare rilievo perché il Comune di Artena era stato coinvolto nel progetto già prima della partecipazione al bando.

Con la Deliberazione di Giunta Comunale n. 163 del 7 ottobre 2025, l’Amministrazione aveva preso formalmente atto della candidatura della Pro Loco e previsto, in caso di finanziamento, l’acquisizione delle opere da parte dell’ente, oltre alla loro conservazione, manutenzione e valorizzazione nell’interesse della comunità.

La Pro Loco, dopo l’assegnazione del contributo, ha quindi avviato l’iter per arrivare alla realizzazione delle installazioni. Le prime localizzazioni individuate dall’artista si sono però rivelate problematiche, anche per la presenza di aree riconducibili all’ASBUC di Giulianello e per alcune questioni di carattere tecnico e geotecnico.

Da qui è partito un lungo percorso fatto di sopralluoghi, riunioni, interlocuzioni con il Comitato di Gestione del Monumento Naturale, l’ASBUC e gli enti interessati.

La nuova localizzazione sulla Via Francigena

Di fronte alle difficoltà emerse sulle aree originariamente individuate, la Pro Loco ha cercato una soluzione alternativa.

Il 17 giugno 2026 il tecnico incaricato ha trasmesso via PEC una nuova proposta: collocare le due opere in corrispondenza del nodo viario tra la Via Francigena del Sud e la strada Colonnella-Malatesta, nel territorio di Artena.

La scelta nasce anche da una comunicazione del Comitato di Gestione del Monumento Naturale del 15 maggio, che aveva indicato proprio la strada Colonnella-Malatesta come possibile area per l’installazione delle opere.

È a questo punto che emerge il nodo amministrativo destinato a bloccare, almeno per il momento, la prosecuzione del progetto.

Il precedente del 2019

La Pro Loco richiama un precedente amministrativo che riguarda proprio quell’area.

Nel 2019, il Comune di Artena aveva approvato uno studio di fattibilità per il completamento della Via Francigena all’interno del territorio comunale, per un importo complessivo di 111 mila euro, finanziato con risorse regionali.

Gli elaborati progettuali riguardavano anche il percorso nei pressi del Lago e prevedevano interventi sulla sede stradale, passerelle e sistemazioni lungo il tracciato. Nella relazione tecnica allegata alla deliberazione compariva inoltre la qualificazione della strada interessata come “di proprietà comunale”.

È proprio questo precedente a essere richiamato dalla Pro Loco per chiedere al Comune di chiarire quale sia oggi il regime giuridico dell’area interessata dalle nuove opere.

La documentazione trasmessa al Comune

Il 24 giugno 2026 il progetto e la relazione paesaggistica ordinaria sono stati formalmente trasmessi agli uffici comunali. La Pro Loco ha chiesto una valutazione preventiva della fattibilità paesaggistica e indicazioni sul successivo procedimento autorizzativo.

Il 18 luglio, non essendo ancora arrivata una definizione, il tecnico della Pro Loco ha presentato una nuova richiesta formale chiedendo al Comune di chiarire, tra gli altri aspetti, la natura dell’area, il proprietario o gestore, eventuali impedimenti urbanistici, paesaggistici, patrimoniali, viabilistici o di sicurezza e, nel caso di impossibilità a realizzare l’intervento, le ragioni e gli atti che lo impedirebbero.

Il 23 luglio: «Il nodo è patrimonio comunale»

Un passaggio significativo arriva durante la riunione del 23 luglio presso il Comune di Artena.

Alla presenza del sindaco Silvia Carocci, dell’assessore Sofia Fiorellini, della consigliera Attilia Donnini, dei consiglieri Cristiano Puliti e Domenico Pecorari, della Pro Loco e dei rappresentanti dell’ASBUC e del Monumento Naturale, l’ingegner Patrizio Palombi, invitato dal sindaco come supporto tecnico, avrebbe indicato il nodo stradale individuato per le opere come appartenente al patrimonio comunale e come area pubblica.

Nella stessa riunione sarebbe stato assunto l’impegno a reperire la documentazione relativa alla natura dell’area e a verificare il progetto e gli elaborati paesaggistici già trasmessi.

Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, tuttavia, tali impegni non avrebbero prodotto una determinazione conclusiva.

La risposta dell’Ufficio Tecnico non chiude la questione

Il 3 agosto arriva la risposta del Responsabile del Servizio IV, architetto Giuliano Morelli.

La nota riguarda la strada vicinale “Via delle Colonnelle Malatesta”, che non risulterebbe compresa negli elenchi delle strade comunali esterne richiamati dalle deliberazioni del 1983 e del 1991. La strada viene qualificata come “strada privata fuori dai centri abitati ad uso pubblico”.

Per la Pro Loco, però, la risposta non risolverebbe il problema specifico del nodo individuato per le installazioni. Resterebbero da chiarire il proprietario del sedime, il titolo dell’uso pubblico, la situazione della deviazione e del ponticello che costituiscono l’attuale raccordo con la Via Francigena e, soprattutto, la concreta fattibilità delle opere e il relativo iter autorizzativo.

Il rischio per i 72 mila euro

Nel frattempo il tempo passa e il progetto è legato a un cronoprogramma regionale.

Il 14 agosto, dopo mesi di incontri, PEC e solleciti, il tecnico della Pro Loco si è rivolto al Segretario Generale del Comune chiedendo di conoscere il titolare del potere sostitutivo previsto dalla legge 241/1990, in assenza di una determinazione conclusiva da parte del Comune.

Contestualmente, la Regione Lazio è stata aggiornata sullo stato del procedimento e sulle questioni ancora irrisolte.

La posta in gioco è quindi il finanziamento regionale da 72 mila euro e la possibilità di trasformarlo in un intervento concreto sul territorio.

Non solo due opere: in discussione la certezza amministrativa dell’area

La documentazione prodotta dalla Pro Loco evidenzia però una questione che va oltre le due installazioni.

L’iter avrebbe infatti fatto emergere dubbi più generali sul regime amministrativo, catastale e patrimoniale della viabilità interessata e, in particolare, sul nodo tra Via Francigena e Colonnella-Malatesta.

La stessa documentazione richiama una serie di elementi che, secondo la Pro Loco, meriterebbero una ricognizione definitiva: il precedente intervento comunale del 2019, l’uso pubblico consolidato della strada, la configurazione catastale, le opere realizzate nel tempo e le indicazioni emerse durante gli incontri istituzionali.

L’ipotesi prospettata nel documento è quella di procedere innanzitutto a una ricognizione dei titoli che hanno consentito la realizzazione e il mantenimento della deviazione, del ponticello e del raccordo con la Via Francigena, valutando poi, qualora ne ricorrano i presupposti, gli strumenti amministrativi per una definitiva regolarizzazione della situazione.

Ora servono risposte formali

Il punto, dunque, non è soltanto stabilire se le due opere possano essere installate oppure no.

La richiesta della Pro Loco è che il Comune arrivi a una determinazione formale e motivata: se l’intervento è realizzabile, occorre indicare il percorso amministrativo e autorizzativo da seguire; se invece esistono impedimenti, questi devono essere individuati negli atti e nelle norme di riferimento.

Il progetto ha ottenuto il primo posto nella graduatoria regionale, il Comune ha riconosciuto formalmente il suo interesse pubblico e la Regione ha assegnato 72 mila euro.

Ora il rischio, per Artena, è che il tempo necessario a definire una questione amministrativa possa impedire di trasformare quel finanziamento in due opere permanenti lungo la Via Francigena del Sud.

E la domanda che resta sul tavolo è tutta amministrativa: il Comune di Artena riuscirà a definire per tempo il regime dell’area e a consentire, se tecnicamente e giuridicamente possibile, la prosecuzione del progetto?

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