La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha approvato il nuovo schema di Accordo tra Pubbliche Amministrazioni per l’attuazione del Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno marsicano (PATOM) relativo al triennio 2026-2028.
Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Agricoltura, ai Parchi e alle Foreste Giancarlo Righini, punta a rafforzare le attività di conservazione di una delle specie simbolo dell’Appennino centrale, classificata come in pericolo critico di estinzione.
Investimenti e azioni per la conservazione
L’accordo prevede un investimento complessivo di 270 mila euro nel triennio e coinvolge il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le Regioni Abruzzo e Molise, i Parchi nazionali interessati e il Comando Unità Carabinieri Forestali Ambientali e Agroalimentari.
Tra gli interventi previsti figurano il monitoraggio genetico e territoriale della specie, la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica, la tutela degli habitat naturali e il contrasto alle minacce illegali.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sicurezza stradale, alla gestione delle fonti trofiche e alle attività di controllo sul territorio per favorire una convivenza equilibrata tra uomo e orso.
Il ruolo strategico del Lazio
Nel piano di tutela il Lazio viene considerato un territorio strategico per l’espansione dell’orso bruno marsicano, soprattutto nelle aree dei Monti Simbruini-Ernici e della Duchessa-Cicolano e di tutta la provincia di Rieti.
Secondo la Regione, il rafforzamento delle azioni di conservazione rappresenta un passaggio fondamentale per proteggere la biodiversità e sostenere uno sviluppo sostenibile delle aree montane.
Righini: “Tutela dell’orso significa valorizzare il territorio”
“Con questo atto la Regione Lazio conferma il proprio impegno concreto nella tutela dell’Orso bruno marsicano, patrimonio unico dell’Appennino centrale”, ha dichiarato l’assessore Giancarlo Righini.
“Il nuovo accordo – ha aggiunto – rafforza il coordinamento tra istituzioni, migliora le attività di prevenzione e favorisce una convivenza sempre più equilibrata tra attività umane e fauna selvatica”.
La delibera si inserisce nel quadro delle normative europee e internazionali dedicate alla protezione della fauna e degli habitat naturali, consolidando un modello di collaborazione istituzionale orientato alla tutela della biodiversità.





