Si sono dati appuntamento ieri sera, davanti agli ospedali, i sanitari ed il personale degli ospedali del Lazio, per ricordare le 1678 vittime della guerra in Palestina. Tanti sono i sanitari che hanno perso la vita in questo conflitto senza fine.
Da Frosinone a Roma, da Latina ai Castelli Romani, migliaia di persone si sono raccolte in silenzio, hanno portato una luce, una candela ed hanno letto i nomi del personale sanitario che per prestare soccorso alla popolazione palestinese ha trovato invece la morte. L’ultimo proprio ieri durante uno dei raid operato a Gaza.

Appuntamento alle 21 e nonostante il vento pungente, i cittadini hanno fatto sentire il proprio sostegno al personale medico e paramedico che ha aderito alla iniziativa.
A Velletri oltre 50 persone si sono radunate nel piazzale antistante il pronto soccorso, a Latina, oltre 500 persone si sono ritrovate davanti al Santa Maria Goretti, così al San Giovanni di Roma, allo Spaziani di Frosinone, al Santa Scolastica di Cassino.

In tutto quasi duecento ospedali hanno aderito all’iniziativa che si è svolta su tutto il territorio nazionale. Un flah mob organizzato a livello nazionale dal movimento DigiunoGaza che ha portato negli ospedali italiani diverse migliaia di persone.
Una luce per mantenere accesa una speranza di pace che tarda ad arrivare in un conflitto dove il livore ha superato la ragione e nel quale la comunità internazionale non ha saputo usare la diplomazia e la mediazione per mettere fine a questa guerra senza quartiere.
Ma anche un momento di riflessione per i tanti, troppi conflitti dimenticati in giro per il mondo senza dimenticare la guerra in corso in Ucraina.
In queste ore in tutta Italia e in tutta Europa, si sono moltiplicate le iniziative, le manifestazioni, i flash mob per chiedere alla politica e ai governanti di costruire un percorso di pace stabile e duraturo a partire dal Medio Oriente.


