Il presidio ospedaliero Terracina Fondi rappresenta oggi uno dei casi più evidenti delle contraddizioni che attraversano il sistema sanitario del territorio pontino. Da una parte si registrano posti letto non pienamente disponibili per i cittadini, dall’altra un utilizzo non completo delle strutture esistenti.
Reparti, spazi e potenzialità organizzative non sempre vengono messi pienamente a sistema. Il risultato è una distanza evidente tra i bisogni sanitari del territorio e la capacità concreta delle strutture di rispondere alla domanda di cura. Arcangelo Palmacci di Azione ne elenca le criticità e i punti di forza.

Le eccellenze professionali presenti negli ospedali
Accanto a queste criticità esiste però un elemento che rappresenta un punto di forza fondamentale: il patrimonio professionale che opera quotidianamente all’interno degli ospedali.
“Medici, infermieri e operatori sanitari costituiscono infatti un corpo professionale di altissimo livello, riconosciuto per competenza ed esperienza. Si tratta di professionisti che rappresentano autentiche eccellenze del servizio sanitario pubblico.” Dice Palmacci
Ed è proprio qui che emerge una chiara asimmetria: strutture e reparti non utilizzati appieno convivono con professionalità che potrebbero esprimere molto di più se messe nelle condizioni organizzative adeguate.
Non si tratta soltanto di numeri o di posti letto sulla carta. La qualità del personale sanitario è già presente e rappresenta una base solida su cui costruire un sistema sanitario territoriale più efficiente e organizzato.
L’arrivo del primario Giuseppe Vairo
In questo quadro assume un significato particolare la scelta del dottor Giuseppe Vairo, proveniente dalla medicina generale dell’ospedale Pertini di Roma, di assumere il ruolo di primario di medicina generale nei due ospedali del presidio Terracina–Fondi.
“A lui va il benvenuto e l’augurio di buon lavoro. La sua nomina non rappresenta soltanto una scelta professionale, ma assume anche un valore simbolico e strategico per il futuro delle strutture sanitarie del territorio.” Precisa Palmacci
L’arrivo di una nuova guida clinica contribuisce infatti a rafforzare il coordinamento delle attività sanitarie e a consolidare le eccellenze già presenti all’interno degli ospedali.
Il ruolo strategico del Distretto Socio Sanitario LT4
“Questo passaggio conferma anche la centralità del Distretto Socio Sanitario LT4 all’interno del sistema sanitario regionale e provinciale.” Prosegue Palmacci
“Non si tratta di una realtà marginale, ma di un presidio che può e deve diventare un punto di riferimento sempre più importante nella risposta ai bisogni di salute dei cittadini.” Aggiunge l’esponente di Azione
“Il rafforzamento del distretto rappresenta infatti un passaggio fondamentale per migliorare l’organizzazione dei servizi, l’accesso alle cure e l’efficienza complessiva del sistema sanitario locale.” Sottolinea il segretario cittadino di Azione
La sfida per la politica sanitaria
Proprio per questo la politica sanitaria regionale e territoriale è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara: superare l’attuale asimmetria tra potenzialità delle strutture e loro utilizzo reale.
Ciò significa:
- mettere pienamente a regime le strutture esistenti;
- lavorare concretamente per un aumento dei posti letto;
- investire nel potenziamento delle tecnologie, dell’organizzazione e del personale.
Il rafforzamento del Distretto Socio Sanitario LT4 deve essere inserito in una strategia di sviluppo più ampia dell’intero sistema sanitario.
“L’obiettivo è valorizzare le competenze già presenti, migliorare l’accesso alle cure per i cittadini e costruire una sanità pubblica più efficiente, più vicina al territorio e capace di affrontare le sfide della sanità contemporanea.” Conclude Arcangelo Palmacci






