Durante il Consiglio comunale dell’8 agosto 2025, il consigliere di Europa Verde, Gabriele Subiaco, ha portato all’attenzione dell’Aula due temi centrali: la sicurezza urbana e lo stato di attuazione del PAESC (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) del Comune di Terracina.
La mozione sulla sicurezza, dal titolo “Misure ed azioni urgenti e non più rinviabili per migliorare la sicurezza e la convivenza in ambito urbano”, nasce da una ricognizione dei crescenti episodi di microcriminalità, vandalismo e “malamovida” che stanno penalizzando residenti, turisti e attività commerciali.
Subiaco ha proposto un rafforzamento della Polizia Locale, l’estensione dei controlli – anche tramite videosorveglianza – e la creazione di un Osservatorio della sicurezza e della legalità.
L’amministrazione comunale ha chiesto di integrare la mozione con le azioni già in corso. Il consigliere ha quindi deciso di ritirarla temporaneamente per favorire un confronto e arrivare a un testo condiviso.
“PAESC Terracina: obiettivi lontani e gravi carenze”
Nella stessa seduta è stata discussa l’interpellanza sul PAESC Terracina, presentata a giugno 2024 e riscontrata dall’amministrazione solo a maggio 2025. Subiaco ha evidenziato forti ritardi nell’attuazione: a sei anni dall’avvio e a quattro e mezzo dalla scadenza del piano (2030), non esiste ancora un monitoraggio sistematico dello stato di avanzamento, né dati aggiornati sulle azioni avviate.
Secondo Europa Verde, mancano interventi chiave come il Piano e Regolamento del verde urbano, il Bilancio arboreo, lo sportello energia e un’integrazione del PAESC con il PUMS e il Regolamento edilizio.
Sul fronte energie rinnovabili, il consigliere segnala un deficit di impianti fotovoltaici e solari termici sugli edifici pubblici rispetto alla media nazionale, nonostante le condizioni di soleggiamento favorevoli della città.
“Il PAESC ci è costato decine di migliaia di euro, ma è fermo all’anno zero – ha dichiarato Subiaco – Il rischio è che, come altri piani comunali, resti un libro dei sogni chiuso in un cassetto, senza ricadute concrete per cittadini e imprese.”
La richiesta di Europa Verde
Subiaco sollecita l’amministrazione a promuovere comunità energetiche rinnovabili (CER), favorire l’autoconsumo e potenziare la produzione distribuita da fonti rinnovabili. Europa Verde chiede inoltre un impegno concreto per trasformare il PAESC in un piano operativo, con obiettivi monitorabili e azioni verificabili, in modo da ridurre consumi, emissioni e costi per la collettività.


