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Home » Notizie » Editoriali » Paliano: Il Casale di Santa Maria Goretti nell’incuria e semiabbandonato, ridotto ad un rudere.

Paliano: Il Casale di Santa Maria Goretti nell’incuria e semiabbandonato, ridotto ad un rudere.

Il Comune non riesce a trovare i fondi per la ristrutturazione. Eppure con i fondi PNRR non sarebbe stato difficile trovarli
Eugenio SiracusaEugenio Siracusa18/11/2024 ore 07:163 Mins Read Editoriali
IL Casale di Colle Gianturco, dove visse Santa Maria Goretti

Potrebbe essere un luogo di culto e meta di tanti turisti e di pellegrinaggio, ma la casa dove abitò Santa Maria Goretti a Paliano è ridotta poco più di un rudere.

Un vero peccato, potremmo dire, visto che negli altri luoghi dove visse Maria Goretti sono diventati meta di pellegrinaggio, sono stati trasformati in musei e centri di preghiera.

A Paliano invece questo non si riesce a fare, forse per scarsa capacità politica e forse per poco interesse anche da parte del Vescovo di Palestrina.

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Alcuni anni fa il Comune acquistò il casale di Colle Gianturco, dove Maria Goretti, poi diventata santa, visse per poco più di due anni e mezzo.

L’idea era di ristrutturarlo e farlo rientrare a pieno titolo nel circuito intitolato alla Santa Martire, che parte da Corinaldo, nelle Marche, transita per Paliano e termina alle Ferriere, vicino a Nettuno, dove la cattedrale è intitolata a Santa Maria Goretti.

Dal 2016 ad oggi il Comune di Paliano, diventato proprietario dell’immobile non è stato in grado di fare un progetto e di trovare i fondi per salvaguardare il casale, che con l’incorrere del tempo tende a deteriorarsi sempre di più.

Alcuni volontari cercano di mantenere pulita l’area, i sacerdoti ci vanno a dire messa o a pregare. E’ stato pure messo un cartello, subito dopo la Selva, per indicare il luogo e consentire a qualche pellegrino di passaggio di trovare il Casale.

L’amministrazione ha cercato, senza riuscirci fondi, anche regionali per la ristrutturazione dell’immobile, perdendo sette anni preziosi per la conservazione del sito.

Questo è il massimo che fino ad oggi si è riuscito a fare. E pure con i soldi del PNRR che ha finanziato qualsiasi cosa, non sarebbe stato difficile per l’amministrazione comunale provvedere a inserire un progetto di riqualificazione. Sempreché questo rientri nell’interesse politico dell’amministrazione comunale.

Basti pensare che l’ultima visita dell’immagine sacra negli States fu un vero trionfo religioso e in ogni occasione della visita furono citati i tre luoghi dove Santa Maria Goretti visse.

Una delle messe officiate all’esterno

La riqualificazione del Casale di sicuro potrebbe dare un impulso in termini di turisti e visitatori con ricadute nell’indotto enogastronomico e ricettivo del paese.

In questa area intrisa di storia ma anche di fede spesso vengono celebrate Sante Messe e ritiri.

In questa casa semidiroccata si potrebbe addirittura realizzare un museo dedicato a Santa Maria Goretti. La sua ristrutturazione potrebbe completare la triade gorettiana, visto che a Corinaldo e alle Ferriere i siti sono stati ristrutturati e sono oggetti di pellegrinaggi e visite turistiche.

A dare importanza storica e religiosa al casale, alla chiesetta, al fienile, al terreno di Colle Gianturco, località rurale alla periferia sud di Paliano, nei pressi de La Selva, sono per l’appunto i due anni e mezzo, alla fine dell’800, trascorsi in questi luoghi da Maria Goretti, la Santa e martire venerata dalla Chiesa per aver resistito alla violenza carnale da parte del suo aguzzino.

Alessandro Serenelli era il figlio diciottenne dei braccianti con i quali i Goretti si unirono in società l’ultimo anno di permanenza a Colle Gianturco.
La piccola Maria lo incontrò per la prima volta proprio a Paliano qualche anno prima di ricevere le 14 pugnalate che ne causarono la morte, avvenuta il 6 luglio del 1902 – il fatto avvenne il 5 luglio – nell’ospedale di Nettuno dove le due famiglie di contadini si erano trasferite. 

A cercare di tenere viva l’attenzione, soprattutto religiosa è Padre Antonio Coppola che il 6 di ogni mese tiene messa al casale di Colle Gianturco, nella cappella che si sta ammalorando e che mostra segni di cedimento dovuti all’incuria.

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Eugenio Siracusa

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