Se non è uno scandalo poco ci manca, quanto è stato ratificato nel consiglio comunale scorso, al termine dello stesso, come quattordicesimo punto all’ordine del giorno. E’ toccato all’assessore Piacentini dover illustrare un debito fuori bilancio contratto dall’amministrazione comunale oltre 20 anni fa e che ha portato una parcella da 5000 euro a lievitare, in virtù di una causa intestata da un avvocato e persa dal comune, a 500 mila euro che il comune dovrà pagare al professsionista.

500 mila euro di soldi pubblici a fronte di un parcella di 5000 euro. Si tratta di un incarico affidato all’epoca della amministrazione Marzi, ad un avvocato del foro di Frosinone per una consulenza. Al termine della stessa ci fu una differenza tra la parcella presentata e quanto previsto nell’affidamento dell’amministrazione comunale.
Ne nacque un contenzioso, che si sarebbe potuto chiudere avendo un pò di buon senso. Invece la causa è andata avanti fino ad arrivare alla sentenza di poco tempo fa che ha condannato il comune a pagare la cifra di 500 mila euro in danno al professionista.
Tutto questo è accaduto anche perchè gli atti predisposti dal comune, all’epoca dei fatti, hanno poi consentito al professionista di agire in giudizio fino a far lievitare la cifra di mille volte.
Dopo la discussione in consiglio comunale torna sull’argomento Anselmo Pizzutelli che fa notare come la maggioranza Mastrangeli sia sempre di più in crisi. “Sono basito del fatto che qualcuno (Piacentini ndr) abbia provato a dire che quelli presentati in aula non erano debiti fuori bilancio, mentre invece nell’ordine del giorno erano espressamentre richiamati come debiti fuori bilancio. Abbiamo registrato un certo nervosismo da parte dell’assessore, soprattutto quando gli abbiamo ricordato come nascono questi debiti fuori bilancio, ovvero lo scorso 30 dicembre quando la maggioranza abbandonò l’aula facendo mancare il numero legale e non votando le variazioni di bilancio, che oggi sono tecnicamente debiti fuori bilancio.” Ha detto Anselmo Pizzutelli riferito ai debiti fuori bilancio presentati dall’assessore Piacentini.
Il consigliere comunale ha poi messo il “dito nella piaga” sull’ultimo punto all’ordine del giorno discusso in consiglio, ovvero la condanna al pagamento da parte del comune di una parcella da 500 mila euro, decisa dal Tribunale a seguito di una causa che il comune ha perso. Una parcella che originariamente valeva 5 mila euro.
“Per me è incomprensibile come un onorario da 5 mila euro possa diventare non il doppio, non il tribo, non dieci volte tanto, ma mille volte tanto. L’assessore tra tutte le cose ne ha detta una importante, che quella delibera è stata scritta male, perché quella delibera ha lasciato la porta aperta per creare questo debito legittimo, legittimo perché è certificato da un tribunale e spero che si vadano a ricercare le responsabilità di chi, a detta dell’assessore Piacentini, non ha scritto bene quella delibera” Incanza Pizzutelli
“Stiamo creando un precedente pericoloso, soprattutto se le delibere continueranno a non essere scritte bene” Ha affermato Pizzutelli.
A svelare la paternità di quella delibera ci ha pensato il presidente del Consiglio, Marco Ferrara ricordando che era un atto risalente all’amministrazione Marzi.
Ma Pizzutelli va oltre ed invocare l’inrtervento della Corte dei Conti, come anticipato in consiglio comunale. “C’è una responsabilità e infatti gli atti verranno mandati alla Corte dei Conti, cosa che io auspico che gli atti vengano mandati alla Corte dei Conti, perché non è giusto che a pagare 530 mila euro siano i cittadini di Frasinone, anziché chi ha sbagliato. Quei 530 mila euro potevano essere destinati alle scuole, agli anziani, al verde e a tanti servizi che mancano in città.” Dice Pizzutelli.
Di certo però, al di là delle delibere e di chi le fece all’epoca, resta il fatto che in oltre venti anni non si è fatto nulla per trovare una soluzione, una mediazione e si è lasciato correre. Come è accaduto per la Pietrobono. Sarebbe bastato che chi ha amministrato in questi anni si fosse posto il problema per evitare tutto ciò, ma evidentemente visto che a pagare è sempre pantalone, ovvero il cittadino, si è preferito lasciar correre.








