Prima il nodo irrisolto del parcheggio multipiano di viale Mazzini, a Frosinone, poi un problema più ampio: un question time che, secondo l’opposizione, non riesce più a garantire risposte. È su questi due fronti che si concentra l’attacco del consigliere Giovambattista Martino (FutuRa), che punta il dito contro l’amministrazione comunale.
Il caso centrale è quello della struttura multipiano, considerata un’infrastruttura strategica per la mobilità cittadina. Martino ha presentato un’interrogazione al sindaco Riccardo Mastrangeli per ottenere chiarimenti sulla relazione redatta dai professionisti incaricati: un documento chiave per comprendere gli aspetti giuridici, tecnici ed economici della concessione e orientare eventuali decisioni, come l’acquisizione delle quote o la cessazione del contratto.

Ma, denuncia il consigliere, su questo punto regna il silenzio. “Una vicenda tanto semplice quanto grave – afferma – perché riguarda scelte strategiche per la città, eppure da mesi non arrivano risposte, nonostante le richieste e i solleciti”.
Da qui il passaggio a una critica più ampia: il malfunzionamento del question time in Consiglio comunale. Secondo Martino, lo strumento che dovrebbe garantire trasparenza e controllo si è trasformato in un “passaggio sterile”, incapace di fornire chiarimenti concreti.
“Le risposte in aula sono spesso evasive o incomplete – spiega – e questo svuota di significato il ruolo dei consiglieri e priva i cittadini del diritto di sapere”. Una situazione che costringe sempre più spesso a ricorrere alle interrogazioni a risposta scritta, ritenute ormai l’unico strumento efficace per ottenere informazioni verificabili.
Il risultato, sottolinea l’esponente di FutuRa, è un Consiglio comunale tenuto ai margini proprio su questioni cruciali come quella del parcheggio multipiano, ancora oggi alle prese con criticità tecniche e incertezze gestionali.
Nel mirino anche il rispetto dei principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione, sanciti dall’Articolo 97 della Costituzione. “Se per avere informazioni di base bisogna ricorrere sistematicamente agli atti scritti – conclude Martino – significa che il question time ha fallito. E senza risposte non c’è controllo, né buona amministrazione”.







