Dopo le dichiarazioni del sindaco di Velletri, Ascanio Cascella, sulla ripresa dei lavori del parcheggio multipiano di via Madre Teresa di Calcutta, arriva la presa di posizione del Comitato La Spinosa per l’Ambiente, da sempre critico nei confronti dell’opera finanziata con fondi PNRR.
Il primo cittadino, nella sua recente comunicazione alla città, ha spiegato che il cantiere aveva incontrato un ostacolo imprevisto e che solo dopo mesi si è riusciti a superarlo. L’imprevisto sarebbe stato rappresentato dal ritrovamento di un blocco di basalto nel sottosuolo, una roccia di origine vulcanica tipica del territorio veliterno.

La posizione del Comitato
Proprio su questo punto si concentra la nota del Comitato civico, che ribadisce la propria contrarietà al progetto: “Ci siamo sempre dichiarati contrari ai lavori finanziati dal PNRR, in particolare al mostro parcheggio multipiano di 400 posti auto, ed abbiamo pubblicamente espresso la nostra contrarietà proponendo alternative che per noi rappresentavano e rappresentano le vere priorità per i cittadini di Velletri”.
Il Comitato sottolinea come le critiche siano state rivolte sia alla precedente che all’attuale amministrazione, evidenziando che il dissenso non riguarda solo l’indirizzo politico ma anche il metodo.

“Il basalto non è un imprevisto”
Nel mirino dei cittadini attivi c’è soprattutto la motivazione fornita per giustificare i ritardi: “Possiamo comprendere idee diverse sul futuro della città – si legge nella nota – ma quello che non è comprensibile è l’atteggiamento di sberleffo, presa in giro o totale ignoranza dell’argomento”.
Secondo La Spinosa, parlare di “situazione anomala del sottosuolo” o di “imprevisto” è inaccettabile: “Lo sanno anche i sassi – è proprio il caso di dirlo – che Velletri è sorta su una cresta del Monte Artemisio, parte della caldera del vulcano laziale, e che il basalto è una delle rocce più diffuse nel nostro territorio”.

Il Comitato ricorda inoltre che a pochi metri dal cantiere esiste una cava abbandonata e che è noto come il sottosuolo veliterno sia di natura vulcanica, caratterizzato da rocce antiche e particolarmente dure.
Le critiche sulle procedure
Oltre agli aspetti geologici, La Spinosa richiama anche le procedure tecniche che dovrebbero precedere interventi di questa portata: “Esistono precise pratiche ingegneristiche che obbligano le ditte a svolgere preventivamente studi basilari sul terreno”.
Secondo il Comitato, quindi, il problema non sarebbe l’imprevisto in sé, ma la mancanza di una corretta pianificazione: “Certe scuse sanno tanto di approssimazione e dilettantismo – concludono – e, certe volte, la toppa è peggio del buco”.


