Latina ha ospitato dal 3 al 6 settembre la settima edizione dei Pediatric Simulation Games 2025, la competizione internazionale dedicata ai giovani medici specializzandi in pediatria d’emergenza. A conquistare il primo posto è stata l’Università di Trieste, che ha battuto in finale l’ateneo di Udine in un emozionante derby friulano.
Sul podio anche l’Università di Firenze-Meyer, che ha superato Bologna Alma Mater nella finale per il terzo posto.
Premi speciali e squadre internazionali
Oltre al trofeo principale, sono stati assegnati diversi riconoscimenti:
- Miglior CPR: Università di Milano La Statale – Clinica De Marchi
- Miglior lavoro di squadra: Università di Perugia
- Migliore gestione vie aeree: Università di Verona
- Miglior visiting team (novità 2025): Hospital Universitario Miguel Servet di Saragozza, Spagna.

In totale, 35 squadre provenienti da 31 università italiane e 4 estere (Francia, Spagna e Portogallo) si sono affrontate in quasi 200 scenari di emergenza, utilizzando manichini ad alta fedeltà per simulare situazioni critiche come arresti cardiaci, traumi cranici o gravi reazioni allergiche.
L’obiettivo dei giochi
Ideati nel 2017 dal professor Riccardo Lubrano, primario di Pediatria e Neonatologia al “Santa Maria Goretti” di Latina e docente alla Sapienza di Roma, i Pediatric Simulation Games hanno lo scopo di uniformare la preparazione dei futuri pediatri d’emergenza.
«Ogni anno alziamo il livello degli scenari – spiega Lubrano – introducendo nuove complicazioni cliniche per stimolare i ragazzi a studiare e migliorarsi. L’importante non è chi vince, ma che cresca la qualità della pediatria d’emergenza».
Una giuria di eccellenza
A valutare le prove, una giuria internazionale di 9 esperti, con una forte presenza del Children’s Hospital of Philadelphia, uno dei centri pediatrici più prestigiosi al mondo.
Uno sguardo al futuro
Tra le novità di quest’anno anche un’app dedicata per seguire in tempo reale gli scenari e le sfide delle squadre. L’organizzazione punta già all’edizione 2026, con l’obiettivo di aumentare il numero di team stranieri e approfondire le tecniche di ventilazione non invasiva.





