Il Comitato Pendolari FR8a Carrozza denuncia la mancanza di riscontro, da parte di Ministero dei Trasporti, Regione Lazio, Direzione Regionale Lazio Trenitalia e RFI, alla richiesta di installare defibrillatori su treni e nelle stazioni dopo un grave episodio avvenuto il 5 dicembre scorso.
Nella mattina di quella data, un viaggiatore ha perso la vita per arresto cardiocircolatorio a bordo del treno 20222 sulla tratta Roma – Nettuno. In risposta, il comitato ha inviato una richiesta ufficiale alle principali istituzioni competenti, segnalando la necessità di dotare mezzi e infrastrutture ferroviarie di defibrillatori semiautomatici e automatici esterni (DAE), in linea con l’articolo 1 della legge 116/2021 che ne prevede la diffusione anche nelle stazioni ferroviarie.
Dopo più di un mese, dalla data dell’invio, nessuna delle autorità interpellate ha fornito risposta, neppure interlocutoria. Il comitato sottolinea come questa prassi di silenzio non sia nuova: “Lascia basiti, ma non sorpresi, vista la prassi, il fatto che, sebbene in materia di sicurezza a bordo si abbondi sempre in garanzie, nei fatti, nemmeno su una questione del genere, venga riconosciuta alle associazioni degli utenti il diritto ad una risposta, ancorché vaga“.
L’appello del Comitato è che, almeno, i dispositivi vengano introdotti a prescindere dalla mancanza di risposte istituzionali sul tema. Il problema si inserisce in un quadro più ampio: «Dalle quali, peraltro, attendiamo da un anno una risposta in merito alle ragioni per cui solo la provincia di Latina non ha diritto al servizio trasporto interurbano di COTRAL, lasciando di fatto a terra quanti per lavoro, salute, impegni, vogliano spostarsi coi mezzi pubblici nei giorni festivi».
Il comitato, rappresentato da Rosalba Rizzuto, conclude ribadendo l’urgenza di un intervento concreto per la sicurezza a bordo e in stazione, come previsto dalla normativa vigente, e rinnova la richiesta di un confronto diretto con le istituzioni responsabili.


