Il Piano Casa è ufficialmente legge. Con il via libera definitivo del Parlamento entra in vigore una delle più importanti riforme degli ultimi anni in materia di politiche abitative, pensata per aumentare l’offerta di alloggi a canone sostenibile, recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato e dare una risposta concreta all’emergenza abitativa che interessa centinaia di migliaia di famiglie italiane.
Il provvedimento prevede un piano decennale che punta alla realizzazione di 100 mila nuovi alloggi, anche attraverso il recupero del patrimonio edilizio esistente, con investimenti pubblici e privati stimati in oltre 10 miliardi di euro.
Tra le misure principali figurano 970 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabili o non assegnabili.
Bolognesi (SALP C.A.S.A.): «Ora servono risultati concreti»
Per Gianluca Bolognesi, presidente di SALP C.A.S.A. Lazio e direttore tecnico nazionale dell’associazione, l’approvazione della legge rappresenta un passaggio importante, ma la vera sfida inizia adesso.
«L’approvazione del Piano Casa è una notizia importante. Da anni il tema dell’abitare chiedeva risposte strutturali e finalmente torna al centro dell’agenda politica nazionale. Adesso, però, inizia il lavoro più difficile: fare in modo che questa legge produca effetti reali nella vita delle persone», dichiara.
L’emergenza abitativa in Italia
Secondo i dati richiamati dall’associazione, in Italia sono circa 100 mila gli alloggi pubblici attualmente sfitti o non utilizzabili, mentre oltre 350 mila famiglie sono in attesa di un’abitazione di edilizia residenziale pubblica.
«Sono numeri che raccontano un’emergenza non più rinviabile – afferma Bolognesi –. Prima ancora di costruire nuove abitazioni occorre recuperare quelle già esistenti. Ogni appartamento pubblico chiuso rappresenta una risposta negata a una famiglia».
Il presidente di SALP C.A.S.A. sottolinea inoltre la necessità che le risorse stanziate vengano impiegate rapidamente e con la massima trasparenza.
Attenzione anche alla “fascia grigia”
Tra gli aspetti ritenuti più significativi della riforma vi sono anche le misure rivolte alla cosiddetta “fascia grigia”, composta da giovani coppie, lavoratori, pensionati e famiglie che non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia popolare ma che, allo stesso tempo, non riescono a sostenere gli elevati costi degli affitti o ad acquistare un’abitazione.
«Oggi la casa è diventata un problema anche per chi ha un lavoro e uno stipendio. È una realtà che il legislatore non poteva più ignorare», osserva Bolognesi.
«Servono procedure più rapide»
Secondo SALP C.A.S.A., il successo del Piano Casa dipenderà soprattutto dalla capacità di accelerare il recupero degli immobili pubblici e di rendere più efficienti le procedure amministrative.
«Servono procedure più rapide per il recupero degli immobili, tempi certi nelle assegnazioni, un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà e un confronto costante con le organizzazioni che operano ogni giorno sul territorio», conclude il presidente.
L’associazione conferma infine il proprio impegno a rappresentare gli inquilini nei tavoli istituzionali, ribadendo che il Piano Casa rappresenta «un punto di partenza e non di arrivo», con l’obiettivo di trasformare il diritto all’abitare in politiche efficaci, trasparenti e capaci di offrire risposte concrete ai cittadini.





