Parte la costruzione dell’alternativa alla giunta Felici. Il cantiere politico è ufficialmente aperto e attorno allo stesso tavolo siedono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Partito Socialista, Sinistra Italiana e Pomezia in Testa.
Le cinque forze politiche e civiche annunciano di aver avviato già da alcuni mesi un confronto con un obiettivo preciso: arrivare alla costruzione di un progetto comune da contrapporre all’attuale amministrazione di Pomezia.
Un percorso che, almeno nelle intenzioni dichiarate dai promotori, dovrà andare oltre la semplice alleanza elettorale e la somma delle diverse sigle. «Prima degli accordi serve un progetto per cambiare Pomezia», sottolineano le forze che partecipano al tavolo.
Il primo elemento politico che emerge è dunque il tentativo di costruire un campo comune tra partiti e realtà civiche differenti, individuando contenuti, priorità e regole condivise. Ma il progetto non dovrebbe rimanere confinato alle segreterie politiche. Pd, M5S, Psi, Sinistra Italiana e Pomezia in Testa dichiarano infatti di voler allargare il confronto al territorio, coinvolgendo cittadini, associazioni, realtà civiche e soggetti interessati a contribuire alla definizione della proposta per il futuro della città.
Sul tavolo sono già stati individuati alcuni temi considerati centrali: bene comune, legalità, trasparenza amministrativa, tutela delle persone più fragili, qualità della vita, inclusione e creazione di nuovi spazi di socialità. Accanto ai contenuti c’è anche il tema del metodo. Le forze impegnate nel confronto parlano della necessità di stabilire «regole e garanzie» che consentano il funzionamento di un’alleanza composta da soggetti politici e civici diversi, mettendo al centro, sostengono, l’interesse dell’istituzione.
Dal nascente schieramento arriva contemporaneamente un attacco politico all’attuale maggioranza, la cui amministrazione viene definita nel comunicato «personalistica e affaristica». Un giudizio politico particolarmente duro, attraverso il quale le forze del tavolo intendono marcare la distanza dall’attuale gestione comunale.
Il passaggio successivo sarà trasformare il confronto tra le cinque forze in un percorso pubblico capace di coinvolgere altre componenti della città e, soprattutto, arrivare a una proposta amministrativa condivisa. «Non vogliamo costruire un’alternativa nel chiuso di una stanza – spiegano – ma rendere concreta la nostra proposta di governo per Pomezia, condividerla con il territorio, portarla in mezzo alla gente».
Il messaggio politico è quindi lanciato: a Pomezia il campo della sinistra e delle forze civiche che partecipano al tavolo comincia a organizzarsi. Prima ancora di nomi e candidature, il tentativo è quello di definire il perimetro, i contenuti e il metodo di una possibile coalizione.
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