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Premio giornalistico nazionale “Frammenti di Attualità” a Daniela De Robert: riflettori sull’emergenza carceri

Di Redazione • • • Notizie

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Il tema dell’emergenza carceri è stato al centro della prima serata della XVIII edizione di “Frammenti di Attualità”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Culturale “Il Buonumore”. Un appuntamento dedicato a una delle questioni più complesse e delicate del sistema italiano, affrontata nel corso della tavola rotonda dal titolo “Emergenza carceri: si intende risolvere?”.

A moderare il confronto è stato Vincenzo Frenda, mentre al dibattito hanno partecipato Rita Bernardini, presidente di “Nessuno tocchi Caino”, Claudia Clementi, direttrice della casa circondariale Regina Coeli, Gianni Alemanno, già sindaco di Roma, e Daniela De Robert, giornalista e già componente del Collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà.

Sovraffollamento, suicidi e recidiva

Il confronto ha evidenziato, secondo quanto emerso durante la serata, le numerose criticità che continuano ad affliggere il sistema penitenziario italiano, nonostante il lavoro quotidiano degli operatori e la presenza di diverse esperienze considerate di eccellenza.

Tra i problemi affrontati ci sono stati il sovraffollamento e le relative conseguenze organizzative, la carenza di risorse umane, la scarsità dei percorsi rivolti alle persone detenute, il fenomeno della cosiddetta “brandizzazione”, i suicidi, la condizione delle donne detenute, l’elevato tasso di recidiva e le difficoltà legate alle relazioni familiari e affettive.

Un punto condiviso dai partecipanti è stato quello secondo cui le condizioni delle carceri rappresentano un indicatore dello stato di salute della democrazia.

Da qui la necessità, è stato sottolineato, di una vera e propria rivoluzione culturale capace di modificare la percezione che la società ha delle persone private della libertà.

Il sistema penitenziario, infatti, dovrebbe garantire quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione, secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

La proposta Giachetti-Nessuno tocchi Caino

Durante il dibattito non sono mancate proposte concrete per affrontare nell’immediato il problema del sovraffollamento.

Rita Bernardini e Gianni Alemanno hanno sostenuto la necessità di approvare quella che viene indicata come “proposta di legge Giachetti-Nessuno tocchi Caino”, che prevede un incremento degli sconti di pena per i detenuti che abbiano mantenuto una buona condotta.

La proposta punta infatti a portare gli attuali 45 giorni di riduzione della pena a 75 giorni per ogni semestre di pena scontata, prevedendo, in via transitoria, anche un’efficacia retroattiva.

De Robert: “Invertire la tendenza dei nuovi reati”

Daniela De Robert ha posto l’accento anche sulla necessità di invertire la tendenza all’introduzione di nuovi reati nell’ordinamento penale.

Secondo la giornalista, l’introduzione di nuove fattispecie di reato può contribuire ad amplificare le criticità già presenti nel sistema penitenziario senza necessariamente riuscire ad affrontare alla radice i problemi sociali che ne sono all’origine.

La direttrice di Regina Coeli, Claudia Clementi, ha invece sottolineato l’esigenza di affrontare la questione carceraria attraverso un approccio organico e sistematico, richiamando l’esperienza degli Stati Generali dell’esecuzione penale, avviati oltre dieci anni fa.

Il premio a Daniela De Robert

Sul tema dell’emergenza carceri si è concentrata anche la seconda edizione del Premio Giornalistico Nazionale “Frammenti di Attualità”.

La giuria, composta da Vincenzo Frenda, Franz Giordano e Barbara Schiavulli, ha deciso di assegnare il riconoscimento a Daniela De Robert, giornalista RAI.

A consegnare il premio è stato Maurizio Di Schino, componente della Giunta della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che ha letto la motivazione.

“Per aver scelto di guardare dove spesso gli altri non guardano: dentro le carceri, luoghi dove le persone rischiano di diventare invisibili. Da oltre trent’anni De Robert frequenta gli istituti penitenziari, raccontandone la realtà con rigore e indipendenza.

Come giornalista del servizio pubblico ha realizzato decine di inchieste dedicate alla condizione carceraria e alla situazione dei minori ristretti, contribuendo a trasformare una realtà spesso confinata ai margini dell’informazione in una questione centrale per la coscienza civile del Paese.

Con il libro “Sembrano proprio come noi” ha costruito un reportage capace di andare oltre le statistiche e le cronache giudiziarie.

Come componente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, ha continuato sul campo il proprio impegno, effettuando decine di ispezioni negli istituti penitenziari e portando alla luce condizioni degradanti, abusi e violenze commessi ai danni delle persone detenute.

Il suo è un lavoro incessante, rigoroso e spesso controcorrente, guidato dalla convinzione che i diritti non possano avere un peso diverso a seconda di chi li esercita e che la dignità della persona non venga meno con la privazione della libertà”.

Il riconoscimento a Daniela De Robert ha così chiuso una serata incentrata non soltanto sulle criticità del sistema penitenziario, ma anche sulla necessità di continuare a raccontare una realtà spesso lontana dai riflettori e di mantenere centrale il tema della dignità e dei diritti delle persone private della libertà.

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