Il Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani ha promosso un presidio domenica 16 novembre alle ore 11 in Piazza Umberto I, a Nemi, per sensibilizzare la cittadinanza e opporsi ai progetti turistici in corso nella zona della Spiaggetta della Fiocina e più in generale sul lago di Nemi.
L’iniziativa nasce dalla preoccupazione per la trasformazione di uno degli angoli naturali più suggestivi dei Castelli Romani in quello che il comitato definisce un “parco giochi artificiale” per turisti.
Gli organizzatori chiedono massima trasparenza su planimetrie, costi, materiali, tempistiche e fondi utilizzati per il progetto, con la pubblicazione di tutta la documentazione relativa. La richiesta mira anche a conoscere in modo puntuale l’iter autorizzativo e gli eventuali impatti sulle specie animali e vegetali, sulla falda acquifera, sul traffico e sull’uso turistico futuro dell’area.
Il comitato denuncia inoltre la situazione critica delle acque del lago, scese secondo i dati forniti dal sindaco Bertucci di oltre 4 metri sotto il livello dell’emissario e con una riduzione di circa 9 milioni di metri cubi. In un anno, si sarebbero persi più di 40 centimetri e, secondo quanto sottolineato, non sarebbero state attuate soluzioni risolutive.

La protesta si inserisce in un più ampio contesto di opposizione locale allo sfruttamento della falda acquifera, all’intensificazione del turismo e alle relative pressioni sugli ecosistemi, nonché a operazioni edilizie giudicate impattanti dai comitati e dalle associazioni ambientaliste.
Nel comunicato, viene anche ricordato che il sindaco Bertucci è oggetto di indagini per presunti abusi edilizi legati al Superbonus 110% su un immobile del centro storico di cui è comproprietario, con la misura confermata dalla Corte di Cassazione.
Si cita anche il precedente del cantiere alla ex-Fiocina, definito irregolare, che fu rimosso grazie a una mobilitazione popolare e che avrebbe portato, secondo il comitato, a una nuova riduzione della spiaggia.
Tra le richieste all’amministrazione comunale figurano la convocazione di un’assemblea pubblica prima di avviare opere sul lago, lo stop a pozzi abusivi, perdite idriche e cementificazioni sulle rive, e l’attuazione di un serio piano di recupero ambientale. Oltre al presidio del 16 novembre, viene rilanciato l’invito a partecipare al corteo contro l’inceneritore di Albano sabato 22 novembre.


