Torna al centro del dibattito politico il progetto Borgo Protetto a Cori, una delle iniziative più discusse degli ultimi anni. I consiglieri Aristide Proietti, Germana Silvi ed Evaristo Silvi tracciano un bilancio tutt’altro che positivo: sei mesi dopo l’approvazione in Consiglio comunale, il mega intervento della società I Borghi d’Italia srl — partecipata al 50% da GIOMI e Azienda Agricola San Pietro — risulterebbe completamente fermo.
“Una situazione inspiegabile”, sostengono, soprattutto alla luce della portata dell’investimento annunciato: 27 milioni di euro per una cittadella residenziale destinata a ospitare fino a 240 anziani autosufficienti. Un progetto imponente che, però, solleva più interrogativi che certezze.
Dubbi sulle coperture finanziarie e sul piano economico mai presentato
I consiglieri sottolineano come I Borghi d’Italia srl, al 2023, dichiarasse un capitale sociale di appena 10mila euro e fosse ancora inattiva.
“Come si possa parlare di un investimento da 27 milioni senza un piano finanziario — mai presentato benché dovuto — resta un mistero”, affermano.

Una cittadella privata da 35mila metri cubi: sbancamento, varianti e impatti ignorati
Il progetto prevede:
- sbancamento di una collina trasformata da area agricola a zona per servizi privati grazie a una variante al piano regolatore;
- 35.000 metri cubi di nuove costruzioni;
- 3 palazzi, 153 appartamenti, bar, ristorante, palestra, sala congressi, negozi, ambulatorio e piscina;
- infrastrutture autonome come depuratore e cabina elettrica riservati agli ospiti.
Un complesso che, secondo i consiglieri, rappresenta “un unicum nel Lazio, forse in Italia”, configurandosi come un grande progetto immobiliare privato.
Stupisce inoltre — sostengono — che la Regione Lazio, nel 2022 sotto Zingaretti, abbia escluso la Valutazione di Impatto Ambientale nonostante l’enorme rilevanza dell’intervento.
“È singolare ritenere che sbancare una collina per costruire 35mila metri cubi non comporti impatti ambientali significativi” puntualizzano.

Iter rapidissimo e ombre sulla trasparenza: “mentre altri piani aspettano da 10 anni”
Un altro nodo riguarda la velocità dell’iter: presentato nell’aprile 2023, il progetto è stato approvato in conferenza dei servizi già a maggio 2024.
Un’accelerazione che stride con altre realtà: piani di lottizzazione presenti nel PRG attendono esame da oltre dieci anni, mentre il Borgo Protetto ha goduto — secondo i consiglieri — di un trattamento privilegiato.
Tra le ombre segnalate:
- mancata comunicazione di un incendio avvenuto nell’area;
- scarsa trasparenza nelle fasi istruttorie;
- nessun coinvolgimento preventivo di cittadini e commissione urbanistica;
- documentazione non disponibile prima delle decisioni.
Una convenzione che avvantaggia i privati e lascia dubbi sui benefici per la comunità
La convenzione urbanistica, spiegano Proietti, Silvi e Silvi, “regala molto alla proprietà”:
- scomputo delle opere di urbanizzazione;
- manutenzione di strade e aree verdi del Borgo a carico del Comune, pur essendo a uso esclusivo degli ospiti;
- scarso ritorno per i residenti di Cori e Giulianello.
Previsti anche sconti sugli affitti per pochi residenti, ma senza conoscere i costi reali della futura struttura, “non si può capire chi potrà permettersi un alloggio di questo tipo”.
Sui vantaggi occupazionali, aggiungono, “basta guardare alla RSA GIOMI di Cori, che non ha prodotto ricadute significative sull’occupazione locale”.
Rischio incompiuta: progetto realizzabile a stralci
Il progetto può essere avviato “a pezzi”, comprese le opere di urbanizzazione.
“E se i lavori si fermassero a metà? Non esiste alcuna garanzia concreta”, osservano i consiglieri.

Progetto mai menzionato nei programmi politici ma sostenuto da tutte le amministrazioni
Un altro elemento controverso è che, nonostante l’enorme impatto sociale ed economico, il progetto non sia mai comparso nei programmi elettorali delle amministrazioni che lo hanno sostenuto dal 2013 a oggi.
Proietti, Silvi e Silvi: “Tutto fermo da sei mesi. Perché?”
A sei mesi dall’approvazione del progetto Borgo Protetto da parte dell’amministrazione di Cori, non sarebbe stato prodotto alcun atto amministrativo necessario per richiedere il permesso a costruire.
“Il progetto Borgo Protetto — concludono i tre consiglieri comunali — sembra essere oggi sotto attenzione anche della magistratura. Forse è per questo che tutto è fermo”.


