Il Progetto Tobia – Team Operativo per i Bisogni Individuali Assistenziali – è un modello della Regione Lazio pensato per facilitare l’accesso alle cure sanitarie alle persone con disabilità intellettiva, relazionale o neuromotoria grave e non collaboranti, ma a Latina sembra non decollare.
A intervenire sul tema è Ivana Galli, segretaria generale dello SPI CGIL Frosinone Latina, che sottolinea l’importanza del progetto ma anche la necessità di una maggiore diffusione delle informazioni tra cittadini e famiglie.
Il servizio è stato attivato dalla ASL di Latina dallo scorso anno. Il 13 marzo la ASL di Frosinone ha inaugurato spazi dedicati al progetto negli ospedali di Frosinone, Sora e Cassino.
Un servizio ancora poco conosciuto
Nella provincia di Latina, però, il progetto risulta ancora poco conosciuto tra gli utenti. Un limite che, secondo Galli, rischia di rendere più difficile la presa in carico dei pazienti più fragili quando si rivolgono al Servizio sanitario nazionale.
In molti casi anche prestazioni considerate di routine – come cure odontoiatriche o un semplice prelievo del sangue – diventano difficili da eseguire quando il paziente è oppositivo o non collaborante. Situazioni in cui le famiglie spesso non sanno a chi rivolgersi, soprattutto quando è necessario intervenire con tempestività.
Il ruolo dei sindacati
Secondo la segretaria dello Spi, le organizzazioni sindacali possono svolgere un ruolo importante nell’informazione ai cittadini. Attraverso sportelli sociali e reti territoriali, infatti, è possibile diffondere in modo capillare la conoscenza dei servizi sanitari disponibili.
Le categorie che rappresentano pensionati e pensionate, se adeguatamente coinvolte dalle aziende sanitarie, potrebbero diventare un canale efficace per informare soprattutto le persone anziane, non autosufficienti o con disabilità.
Il protocollo con la Asl
Galli ricorda inoltre che nel 2024 le organizzazioni sindacali avevano sottoscritto un protocollo con la ASL di Latina per attivare nel pronto soccorso dell’Ospedale Santa Maria Goretti un servizio di informazione costante per i familiari dei pazienti anziani o con disabilità.
L’obiettivo era fornire aggiornamenti sul percorso sanitario e sulle cure in corso, ma anche prevenire episodi di tensione e aggressioni al personale sanitario, spesso legati alla mancanza di notizie sui propri cari ricoverati nei reparti di emergenza.
«Il protocollo prevedeva incontri trimestrali tra organizzazioni sindacali e Asl – conclude Galli – ma ad oggi è stato completamente disatteso».





